L’ultima stima, pubblicata nel 2018, dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona) non lascia dubbi e conferma il dato drammatico diffuso dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro secondo cui la maglia nera per il numero assoluto di malattie cancerogene imputabili all’attività lavorativa spetta a Taranto, con il 70% dei tumori denunciati correlato al settore metalmeccanico.

Tra i lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Taranto si registra il 500% di casi di cancro in più rispetto alla media della popolazione generale della città, non impiegata nello stabilimento.

L’Osservatorio stima che in Puglia, in generale, siano circa 5.000 i morti causati o concausati dall’esposizione all’amianto nel periodo 1993/2015. Dunque circa 220 l’anno, per le sole patologie ad esso correlate. Chi vive nei siti contaminati, rileva il Rapporto, ha infatti un rischio di morte più alto del 4-5% rispetto alla popolazione generale. E questo, in un periodo di 8 anni, si è tradotto in un eccesso di mortalità pari a 11.992 persone, di cui 5.285 per tumori e 3.632 per malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

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Il 25 febbraio, una fiaccolata ha attreversato le strade di Taranto per ricordare i giovani morti di tumore. L’ultimo in ordine di tempo è Giorgio di 15 anni, morto per un sarcoma, tumore raro riconducibile anche all’esposizione alle diossine.

Dopo la famiglia Riva, la nuova proprietà del siderurgico è Arcelor-Mittal. Oggi impiega più di 12mila persone, ma sul tema ambientale non si vedono passi in avanti.

La rabbia e il dolore dei tarantini si scontrano con le promesse della politica. Qui, alle ultime elezioni politiche il Movimento 5 Stelle ha sfiorato il 50% eleggendo ben 5 parlamentari. Dopo l’impegno mancato sulla “chiusura delle fonti inquinanti e riconversione”, tutti i consiglieri pentastellati si sono dimessi.
Nell’incontro del 24 aprile a Taranto con Luigi di Maio, Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione Peacelink, ha accusato il vicepremieri di aver fatto “pubblicità ingannevole” in merito alle emissioni del siderurgico, per aver dichiarato il taglio del 20% delle emissioni, lo scorso 8 settembre 2018. Marescotti ha così contestato le promesse del ministro: “In cokeria abbiamo avuto un aumento del 23% delle emissioni di polveri sottili, pm10, il +32% delle polveri sottili pm2,5 e un aumento del 92% degli idrocarburi policiclici aromatici nella cokeria e gli idrocarburi policiclici aromatici sono cancerogeni”.

“I TUMORI AUMENTERANNO”

Intervistato da Pugliapress.org, il dott. Patrizio Mazza, primario a Taranto del reparto di Ematologia dell’Ospedale “ G.Moscati” ha dichiarato che “i tumori aumenteranno a Taranto nei prossimi anni”. Tra i migliori ematologi, il medico è autore o coautore di 150 lavori editi a stampa su riviste nazionali e internazionali. Mossa ha dichiarato che “La contaminazione sulle persone oggi arriva di più dall’aria che dal suolo perché, se guardi intorno, non c’è nulla di coltivato”.
Quanto all’aumento dei tumori, per il dott. Mazza: “Oggi, sono sempre più numerose le famiglie toccate dal ‘problema’. Si è creato un fatto sociale, anche mediato da una solidarietà. Tutto questo è il frutto di tanti anni, durante i quali le drammaticità si sono succedute. Io, purtroppo, non vedo miglioramenti, anzi un peggioramento, sia in quantità che in evoluzione delle malattie peggiori. Le cure ormai si sono uniformate, ma le malattie non sono del tutto uguali. Abbiamo delle alterazioni cromosomiche che mandiamo, sul piano diagnostico in altri laboratori, ma senza diagnosi in quanto mai viste. L’unico obiettivo da perseguire deve essere quello di rimodellare una economia più giusta in favore delle persone e non a misura di chi fa politica”.
Il medico si dichiara pessimista: “E’ stata acquisita la mentalità di rassegnazione, contando i giorni in cui si aspetta la malattia. Bisogna iniziare a cambiare la propria vita ed a volersi bene, amando la propria terra”.

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