Due mesi fa i quattro ex coinquilini che non ne volevano sapere di sovranismo riempivano piazza Maggiore. Domenica pomeriggio, ci sono tornati insieme a 40mila persone, per gestire il maxi concerto che ha chiuso una serata di musica e interventi. A rispondere all’appello delle “Sardine” c’erano gli Afterhours, i Marlene Kuntz, i Subsonica, Marracash, i Modena City Ramblers che hanno fatto esplodere la piazza sulle note di «Bella ciao».

Raggio di sole“, le chiama Francesco Guccini. Le Sardine, per chiudere la campagna elettorale venerdì, potrebbero scegliere la piazza di Milano Marittima, la città del Papeete, il bagno reso famoso l’estate scorsa da Salvini.

La piazza gremita di Bologna

Battere il sovranismo si può. Lo dicono gli organizzatori dal palco e, forse, lo dimostrano i numeri: le piazze delle Sardine sono state, ovunque, più partecipate di quelle di Matteo Salvini e della sua candidata – ombra Lucia Borgonzoni. Il leader leghista ha scommesso tutto su questa campagna elettorale: in Senato è assente ormai da mesi, salvo brevi comparse, per portare avanti i suoi “impegni” promozionali prima in Umbria, ora in Emilia Romagna.

Salvini batte ogni paese, ogni città, senza fermarsi. La sua macchina della propaganda non conosce sosta e travolge chiunque. Deride gli avversari, come la sardina dislessica – che ha anche perso il lavoro dopo la gogna mediatica sui social – e promette politiche che in Emilia già esistono da anni: le gaffes della sua candidata Borgonzoni non si contano più e conquistare l’Emilia Romagna, terra – simbolo della sinistra italiana, non sarà facile. Ma neanche impossibile.