Esiste la pornografia dei sentimenti, che abita in reality e talent scritti in nome del banale sensazionalismo “ad ogni costo” ed esiste la pornografia dell’eros, non sempre banale. Silvio Bandinelli è il padre del cinema hard votato a raccontare buona parte della politica italiana “a luci rosse”. Materiale a cui ispirarsi certo non mancava: nel 2003 con “Abuso di Potere” fa riferimento alle vicende politiche e giudiziarie di Cesare Previti e anni dopo, producendo “BungaBunga Presidente”, diretto da Andy Casanova, è forse l’unico a raccontare nella giusta chiave di lettura le note vicende che hanno visto coinvolto l’allora premier Silvio Berlusconi.
Bandinelli e la politica: un legame nato dai tempi della laurea con il massimo dei voti in Lettere presso la cattedra di Storia del Cinema di Pio Baldelli, intellettuale e direttore responsabile del quotidiano Lotta Continua. Un legame mai interrotto: con “Cuba” celebra gli ideali rivoluzionari di Che Guevara e “Mamma” – ambientato durante la resistenza – raccoglie successo di critica e di pubblico, conquistando due pagine su “L’Unità”. Anche “Il Giornale” racconta questo particolare regista dell’hard nostrano che, con trentasei pellicole all’attivo, ha diretto i più famosi nomi del cinema a luci rosse, da Rocco Siffredi a Selen. Degno di nota anche il suo “Macbeth” come allegoria pornografica del potere mafioso, ennesima chiave lettura a tinte forti della società.

Da sei anni Bandinelli vive a Formentera dove organizza il Formentera Film festival, rassegna internazionale di corti, documentari e video arte (www.formenterafilm.com).

Nulla di pornografico. Prosegue l’attività di distributore di film porno ma l’ultimo film girato è “Il corruttore” , ormai vecchio di due anni. Bandinelli non ha dubbi: “Il web ha rispedito il porno nel ghetto, mera killer application per avere utenti,visite, contatti. Gratis poi è ancora meglio, alla faccia di qualsivoglia copyright”.

Ma tu quando hai deciso di avvicinarti al mondo dell’hard? E perché?
Nel 1990 avevo una casa editrice specializzata in editoria x bambini con gadget allegato. Il mio distributore mi disse: “Silvio è il momento delle videocassette hard, perché non fai qualcosa?” Così andai al Mifed , mostra mercato del cinema a Milano, conobbi i produttori di Cicciolina e Moana, tra cui l’indimenticato Riccardo Schicchi. Il mio primo prodotto fu “Cicciolina e Moana ai mondiali” e fu subito cult. Da editore a regista e co-produttore il passo fu breve e girai “Private Detective” in 35mm , versione sia soft che hard, con un Rocco Siffredi giovane, ma già molto talentuoso. Il film fece qualche timida uscita nelle sale mainstream, nella sua versione soft, col titolo di “Bassi Istinti”. Erano i tempi di Basic Istint e ci venne spontaneo giocare con il titolo . Frequentavo Riccardo Schicchi e la sede di Diva Futura: è lì che conobbi Jeff Koons, allora fidanzato di Ilona Staller. Anche questo era il Diva Futura: Schicchi è stato un grande contemporaneo, un innovatore, che la società culturale dovrà rivalutare.

CICCIOLINA-MOANA-URSULA DAVIS-BABY POZZI fotografata da RICCARDO SCHICCHI-1

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Dalla tua filmografia sembra che il porno sia il pane quotidiano dei potenti. È così?

Credo che il rapporto sesso e potere sia intimo, connaturato. Il sesso si muove su meccanismi di potere e dal potere – vedi il conclamato caso Tarantini per restare nell’italietta nostra – è usato e bramato. Merce di scambio. Merce.

Quanto c’è di democratico nel porno?
Il porno è democratico, in quanto scevro, almeno nei suoi aspetti produttivi e distributivi, dalle degenerazioni del potere, dal clientelismo, nepotismo o corruzione. Il porno è comunque meritocratico: non esistono raccomandati, neanche tra gli attori.

ds025E nel nostro quotidiano?
Il quotidiano pornografico ormai è dato dalla televisione, la pornografia dei sentimenti ha trionfato su quella dei corpi. Genio della “pornografia” televisiva fu Maurizio Costanzo e Maria De Filippi sua longa manus. Rocco che piange per la moglie e abiura il suo essere pornostar è pornografia sentimentale. Il trash che si unisce ai buoni sentimenti, la nuova frontiera della porno-tv.

Escludendo Silvio Berlusconi per ovvie ragioni di competitività sportiva, il porno è più di destra o di sinistra?
In Italia è certamente più di destra, più omofobo, perlomeno pensando agli attori, ai colleghi. In Francia e in Spagna ed anche in America assume spesso valenze progressiste e radicali.

Il Movimento 5 stelle che ruolo avrebbe in un film porno?
Che so, forse Beppe Grillo obbligherebbe all’uso del preservativo, dando così al porno stesso una valenza educativa. In Francia ad esempio, per la diffusione televisiva, la legge impone solo scene col profilattico.

Secondo i dati diffusi dagli addetti ai lavori gli italiani sono tra i maggiori consumatori di materiale hard. Eppure non è che l’Italia brilli per emancipazione sociale, anche sessuale. Il cinema a luci rosse non ci ha aiutato ad evolvere i nostri costumi?
scatti e ricatti 2.inddGli italiani sono più “segaioli” probabilmente perché maggiore il senso del peccato e della trasgressione. Non dimentichiamoci che in Italia il porno non è legale, non esiste in giurisprudenza la definizione della parola pornografia. E’ tollerato, generando paradossi che rendono per esempio il nostro paese ancora diffusore di materiali pornografici con umani e animali, materiale proibito negli States e in altri paesi europei. Comunque la pornografia, Schicchi in primis, ha sicuramente contribuito ad una visione più laica e gioiosa del sesso.

Che atmosfera si respira su un set a luci rosse? Come si instaura l’empatia tra regista ed attori?
Per mia esperienza un’ottima atmosfera, amicale, di condivisione di comuni finalità. Il nostro è – era – un lavoro singolare, ai margini e questo ci rendeva diversi, non omologati.

La pornografia eterosessuale sembra disegnata spesso ad uso e consumo del piacere maschile. È vero, secondo te?
Abbastanza: direi che la pornografia è un divertimento soprattutto maschile o, in taluni casi, con una complicità di coppia. Il porno al femminile non so se esista e comunque sarebbe piccolissima nicchia. Lo è il porno lesbo, ma con numeri di diffusione molto più bassi rispetto a quello etero.

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Ultimamente sono nati movimenti di artiste che hanno scelto di raccontare l’hard secondo il punto di vista femminile. (Leggi la nostra intervista a “Le ragazze del Porno”). Il porno raccontato dalle donne in cosa è diverso?

Mah, ci vedo molto marketing. Aspettiamo di vedere i prodotti per valutarne le differenze, anche se “le ragazze del porno” è un progetto comunque “intelligente”. Io credo che l’atto pornografico, l’immagine di esso, non contenga altro da sè. La finalità è l’atto stesso che si compie. Io stesso ho cercato il trapianto, la contaminazione culturale. Ma nel momento della rappresentazione dell’atto sessuale gli altri”significanti” si annullano. Perlomeno questa è la mia opinione.

Per concludere, un giudizio su Rocco Siffredi, che hai anche diretto su vari set. Da attore cult del porno italiano a protagonista dell’Isola dei Famosi, giocando con i doppi sensi di Alfonso Signorini. Questa parabola come la vedi?
La vedo bene per Rocco, gli anni passano e la tv è lavoro. Come spettatore onestamente rifuggo la pornografia televisiva di cui L’Isola è strumento organico. A Signorini potrei augurare di conoscere ancora meglio il mitico Rocco. Il doppio senso spero risulti evidente…