L’avvocatessa 45enne Zuzana Caputova ha vinto anche il secondo turno delle elezioni presidenziali slovacche ed è la prima donna Capo dello Stato del Paese. Caputova è leader di “Slovacchia progressiva“, il movimento liberal anti-corruzione ed europeista nato dalle proteste della società civile dopo l’assassinio del giornalista investigativo Jan Kuciak e della sua compagna.
Per i sovranisti, gli euroscettici, gli anti-migranti e l’estrema destra è una sconfitta dura e netta, arrivata per la prima volta dopo anni, in un paese del gruppo di Visegrad.

Al primo turno Zuzana Caputova ha avuto il 40,5% dei consensi espressi. Il candidato tradizionalista appoggiato dal partito di governo, il giudice Maros Sefcovic si è fermato al 18,7%, l’euroscettico Stefan Harabin al 14,15% e la leader dell´ultradestra Marian Kotleba, appena al 10,5%.
Al ballottaggio, Caputova ha sconfitto Maros Sefcovic con il 58,2% delle preferenze contro il 41,73%.

Foto: facebook.com/zcaputova
Foto: facebook.com/zcaputova

Fallisce così la propaganda dei sovranisti che hanno attaccato duramente la nuova presidente per tutta la campagna elettorale, definendola “estremista di sinistra troppo liberale e favorevole a migranti e gay“. 

La Slovacchia è l’unico paese del blocco di Visegrad (di cui fa parte con Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria) ad aver adottato anche l’euro, mentre tutti e quattro i paesi fanno parte dell’Unione Europea.

La 45enne eroina della società civile, sfidando i conservatori, si batte per un paese più laico e liberale, sostiene le battaglie ecologiste, combatte la corruzione e chiede anche libertà di matrimonio e piena parità di diritti per i cittadini LGBT.
Un segnale importante e forse inatteso a pochi mesi dalle elezioni europee dove il boom dell’asse sovranista unito all’ultradestra non è più così scontato.