Il presidente della Generalitat catalana Carles Puigdemont ha rispettato l’ultimatum datogli da Mariano Rajoy. Nel suo intervento di questa mattina ha proposto al governo centrale di Madrid due mesi di dialogo senza specificare, come chiesto dal premier spagnolo, se l’11 ottobre davanti al Parlamento di Barcellona abbia dichiarato o meno l’indipendenza. “Due mesi di dialogo sincero per arrivare ad un accordo”, ha detto il governatore.

Martedì scorso il presidente catalano aveva annunciato una soluzione a metà, firmando – insieme a 72 deputati – la dichiarazione d’indipendenza, sospesa per lanciare un messaggio a Madrid: cercare la mediazione per avviare le trattative. Il presidente aveva scelto la strada intrapresa dalla Slovenia che aveva seguito lo stesso iter al momento della separazione da Belgrado: aveva dichiarato l’indipendenza, ma l’aveva sospesa per sei mesi, per arrivare a un divorzio negoziato con Belgrado.

Nel suo discorso, il governatore Puigdemont aveva sottolineato che “si è creato un consenso amplissimo e trasversale sul fatto che il futuro dovessero deciderlo i catalani con un referendum. Milioni di cittadini sono arrivati alla conclusione che l’unica soluzione fosse che la Catalogna potesse diventare uno Stato, e il risultato delle ultime elezioni al Parlamento catalano è stato la dimostrazione”. Ad ascoltare il governatore c’erano circa 30mila persone che si sono radunate nella zona intorno al Parlamento locale a Barcellona, dove sono stati piazzati due maxi schermi.

La risposta del premier Mariano Rajoy

Alla proposta di Puigdemont, Madrid ha risposto con un nuovo ultimatum e le parole del premier Rajoy non lasciano intravedere margini di dialogo: “Risponda entro giovedì o scatta l’articolo 155 della Costituzione”, ovvero la norma che consente di destituire il governatore, forse anche arrestarlo per “ribellione”, e sospendere l’autonomia catalana. Non solo. Un altro segnale di chiusura del governo centrale è stata la richiesta di arresto per il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, Josep Lluis Trapero

In foto: il premier spagnolo Mariano Rajoy. (fonte: facebook/marianorajoy)
In foto: il premier spagnolo Mariano Rajoy. (fonte: facebook/marianorajoy)