“Dopo essere stata schiacciata dalla religione, mi sono liberata attraverso le droghe e la nudità. Ho sperimentato tutto: ero un angelo infernale, baby”. Parola di Grace Jones, che su Repubblica si confessa raccontando i suoi 50 anni di carriera che festeggia proprio quest’anno. Icona di glamour e interprete di hit mondiali, torna nel 2018 con un nuovo album e un docufilm sulla sua vita, Grace Jones: Bloodlight e Bami, già uscito in Inghilterra e in arrivo in Italia a gennaio. Nel film, presentato al Festival di Torino e diretto da Sophie Fiennes, Grace ricorda l’infanzia, trascorsa in Giamaica tra abusi e violenze, e ripercorre una carriera segnata da una strabordante personalità e raro talento. Supermodella, cantante e attrice ha attraversato gli anni della discomusic e dello Studio 54. 

Antesignana di dive e icone pop, ora la pantera Jones è al lavoro sul suo undicesimo album. Le sue celebri hit sono ormai dei classici. “Per me sono come dei figli, non mi stancano mai”, rivela. Camaleontica e irriverente, ama mantenere il mistero, come sulla sua età: non ci sono informazioni attendibili sulla data di nascita, non si sa se sia nata nel 1948 o nel 1952. “Solo l’Fbi la conosce. Una volta, dopo aver fatto richiesta per un nuovo passaporto, mi hanno convocata. Dicevano che le informazioni che avevo dato erano diverse da quelle che c’erano su internet. “Ti teniamo d’occhio”, dicevano, Ah-ah”.

Le regole Mrs Jones le ha sempre sovvertite, giocando con la propria bellezza androgina e costruendo il mito della Marlene Dietrich nera. “Ho sempre fatto come volevo. Se mi dicevano di andare a destra, io andavo a sinistra. È meglio che segua solo le mie idee, perché sono l’unica persona per cui posso nutrire dei rimpianti”.

Grace Jones non vive nel passato, negli anni d’oro della celebrità, dei party, del glamour. “Guardo al futuro e partecipo a tutti i festival in giro per il mondo: voglio stupire i giovani con qualcosa che non possono vedere da nessun’altra parte”.