È, stata suo malgrado, la protagonista delle vicende politiche italiane ed europee delle ultime ore. Carola Rackete, capitana tedesca 31enne della Sea Watch, con a bordo 42 migranti recuperati in mare due settimane fa, ha deciso di ignorare il divieto e di entrare nelle acque italiane. Dopo aver salvato le 42 vite in fuga dagli orrori libici, lo scorso venerdì è stata arrestata. I reati contestati erano il rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra e navigazione in zone vietate.

Oggi il gip di Agrigento ha disposto la sua liberazione e ha negato il nullaosta per l’espulsione. Smontando il Decreto Sicurezza, nelle tredici pagine del provvedimento il giudice spiega che “una nave che soccorre migranti non può essere giudicata offensiva per la sicurezza nazionale e il comandante di quella nave ha l’obbligo di portare in salvo le persone soccorse”.

Carola Rackete durante l'arresto. Foto: Il Messaggero
Carola Rackete durante l’arresto. Foto: Il Messaggero

Carola Rackete si è detta commossa dalla solidarietà ricevuta, dopo i tanti insulti e le minacce di morte e di stupro che le sono stati rivolti nei giorni scorsi, per strada e on line, dai fan di Matteo Salvini. La decisione del gip di Agrigento ha però scatenato lo scontro tra l’Associazione nazionale magistrati e il ministro dell’Interno. “Quando un provvedimento risulta sgradito al ministro dell’Interno, scatta immediatamente l’accusa al magistrato di fare politica”, scrive l’Anm in una nota diffusa per denunciare “ancora una volta, commenti sprezzanti verso una decisione giudiziaria, disancorati da qualsiasi riferimento ai suoi contenuti tecnico-giuridici”. Il titolare del Viminale replica: “dopo lo scandalo del Csm, non prendo lezioni di morale dai giudici”. Di segno completamente opposto è invece l’intervento di Alfonso Bonafede, che difende la magistratura: “Le sentenze si rispettano, i ministri possono dissentirle ma vanno rispettate”.

I 42 migranti salvati, subito condotti nell’hotspot di contrada Imbriacola, saranno trasferiti nei cinque Paesi europei che hanno dato la disponibilità ad accoglierli: Francia, Germania, Portogallo, Finlandia e Lussemburgo

CHI È CAROLA RACKETE

Carola Rackete è una veterana di Sea Watch, volontaria dal 2016. Di sé racconta: «La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre Università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità».
Laureata in conservazione ambientale alla Edge Hill University nel Lancashire, con una tesi sugli albatros, è stata al timone di una nave rompighiaccio nel Polo Nord. A 25 anni era secondo ufficiale a bordo della Ocean Diamond, a 27 anni stesso ruolo nella Arctic Sunrise di Greenpeace. Ha lavorato anche con la flotta della British Antartic Survey. Nel 2016 inizia la collaborazione la Sea-Watch. Prima di decidere di sbarcare a Lampedusa Carola aveva liquidato come «assurda» l’idea di Matteo Salvini che la nave, battente bandiera olandese, dovrebbe andare in Olanda: «È ridicolo, bisognerebbe circumnavigare l’Europa. Oltretutto l’Olanda non collabora».

Dopo aver rischiato fino a 10 anni di carcere, ora è finalmente libera.