Il giorno dopo l’accordo nel governo sostenuto da Theresa May su Brexit, sono arrivate le dimissioni dei ministri Dominic Raab, di Esther McVey e della sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman. In mattinata si è dimesso anche il ministro britannico per l’Irlanda del Nord, Shailesh Vara. La stampa britannica già parla di effetto domino che potrebbe portare alla caduta dell’esecutivo. Il governo britannico è ora letteralmente nel caos. “La soluzione proposta per l’Irlanda del Nord rappresenta una minaccia reale all’integrità del Regno Unito”, ha scritto su twitter l’ex ministro della Brexit Dominic Raab. Ancora più dura è stata la ministra del Lavoro McVey: “L’accordo di May non rispetta il risultato del referendum del 2016, siamo passati da una situazione per cui nessun accordo era meglio di un cattivo accordo a un’altra per cui un cattivo accordo è meglio di nessun accordo con l’Ue. Io non ci sto”.

Credits: facebook/Jeremy Corbyn

Qualora il governo May cadesse, il Regno Unito potrebbe svoltare a sinistra: il Labour Party è in testa nei sondaggi, mentre cresce la popolarità di Jeremy Corbyn. La previsione è dell’istituto Survation per il Mail on Sunday, lo stesso che predisse con precisione il risultato del referendum su Brexit e poi delle elezioni del 2017. Finirebbe così la luna di miele tra i tories e gli inglesi e a chiudere la lunga parentesi conservatrice nel Regno Unito potrebbe essere il leader laburista, considerato espressione della sinistra radicale.

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Jeremy Corbyn si è schierato contro Brexit che è pronto, dice, a rimettere in discussione anche in virtù del fatto che, dopo il risultato referendario, è cambiata la posizione di molti britannici, pentiti di aver votato per l’uscita dall’Ue.
La “ricetta Corbyn” era considerata vecchia, estrema e perdente dai suoi detrattori. Il suo progetto di offrire un’alternativa radicale contro l’austerity e il neoliberismo però convince. Con le sole eccezioni di Portogallo e Spagna, è l’unico modello di sinistra ad affermarsi in un’Europa in cui soffiano forte i venti sovranisti e reazionari.  La svolta corbyniana del Labour ha avuto il merito di bloccare l’avanzata dell’estrema destra: il partito UKIP è quasi scomparso e alle ultime elezioni non ha conquistato nessun seggio.

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