La lotta ecologista non si ferma e trova nuovo impulso dopo il successo travolgente del movimento #FridayForFuture che, nella settimana mondiale per il Clima, ha portato in piazza milioni di ragazzi in ogni Paese del globo. Tra emergenze, idee e nuovi progetti ecco cosa c’è da sapere sul Climate Change. A prova di negazionisti.

1 | Le maggiori cause

I combustibili fossili (con emissioni di gas serra pari al 34%), l’industria (22%), i trasporti (14% con un impatto in crescita), l’agricoltura intensiva (13%), l’edilizia non sostenibile (8%), le miniere (5%), lo sfruttamento di terra e foreste (4%), lo smaltimento di rifiuti (3%)

2 | Emergenza Co2

È davvero emergenza? A giudicare dai dati, la risposta è senza dubbio affermativa. Nel 2018 si è toccato un record di emissione di 33 miliardi di tonnellate di sola CO2, la cui concentrazione nell’aria sta aumentando di circa 2,5 ppmv (parti per milione in volume) all’anno e nel maggio 2019 è salita a 415 ppmv, massimo valore da almeno 3 milioni di anni. I dati sono forniti dal Comitato Intergovernativo delle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici, la più autorevole fonte di conoscenza condivisa sul clima globale.

3 | Chi emette più gas serra?

I Paesi più ricchi, industrializzati e con economie basate sul carbone e molti sprechi di energia e materie prime, con oltre 20 tonnellate di CO2 equivalente pro capite all’anno: Usa, Canada, Australia. Al contrario i Paesi più poveri come Africa subsahariana e Afghanistan, dove non si raggiungono i livelli minimi di accesso a energia, cibo e servizi, contribuiscono pochissimo al riscaldamento globale (poche decine di kg di CO2 pro capite), ma ne subiscono ancora di più gli effetti. L’Europa e l’Italia stanno nel mezzo, rispettivamente con 8,7 e 7,1 tonnellate pro capite (2016), mentre cresce il contributo delle economie emergenti (Cina, India, Brasile).

Bangkok
4 | Cosa accadrà in futuro?

Se non riduciamo subito le emissioni, entro la fine di questo secolo le temperature medie globali aumenteranno di oltre 4 °C, ma anche di 10 °C e più nell’Artico. Cresceranno quindi le ondate di caldo, facilitando la propagazione di malattie tropicali. Le tempeste e i nubifragi saranno più violenti. Periodi più lunghi di siccità penalizzeranno la produzione agricola. I ghiacciai fonderanno (quasi del tutto sulle Alpi) e i mari si alzeranno di almeno un metro e potrebbero sommergere città e pianure abitate da milioni di abitanti, come Venezia, New York, Mumbai, Giakarta.

5 | Guerre e migrazioni

Il clima secondo molte ricerche sta innescando conflitti già oggi e in futuro sarà la causa principale di guerre e di epocali migrazioni di interi popoli, in particolare dall’Africa. Secondo una ricerca della ong britannica EJF nel 2016 23,5 milioni di persone sono già state costrette a spostarsi a causa di eventi climatici estremi. Questo numero è destinato a crescere. Nel prossimo decennio il riscaldamento globale potrebbe portare in Europa 20 milioni di profughi. Sono i nuovi rifugiati, i “rifugiati climatici”.

6 | Cosa fare

Dobbiamo ridurre subito la pressione umana su ambiente e clima attraverso strategie politiche (dall’alto) e individuali e collettive (dal basso). Ecco, ad esempio, Cosa possiamo fare tutti per salvare il Clima.

L’Artico
7 | Le energie pulite

Il ricorso alle energie rinnovabili potrebbe contenere il riscaldamento globale entro parametri gestibili, dice l’Ipcc – il gruppo intergovernativo di scienziati sul cambiamento climatico. L’ultimo rapporto dell’IPCC indica centinaia di tecnologie oggi disponibili, a un costo basso, per ridurre le emissioni dannose per il clima. Per contenere il riscaldamento globale entro parametri gestibili, nel 2050 più del 50% dell’energia del pianeta dovrà essere prodotta da fonti “pulite”, mentre i combustibili fossili dovranno completamente essere eliminati entro il 2100.

8 | Cos’è l’Accordo di Parigi?

È un accordo internazionale faticosamente raggiunto nel dicembre 2015 alla Cop-21 di Parigi, ad oggi ratificato da 185 Paesi responsabili dell’88% delle emissioni serra globali. Punta a decarbonizzare l’economia (zero emissioni nette a metà secolo) per contenere sotto i 2 °C e possibilmente a 1,5 °C il riscaldamento globale dall’era industriale nel 2100. L’Accordo di Parigi è il risultato politico più significativo degli ultimi anni perché è il primo accordo universale e vincolante sul cambiamento climatico.

9 | Parigi non basta

L’Accordo di Parigi non basta. Importanti paesi come gli Stati Uniti ne sono usciti e gli stati più inquinanti stanno facendo molto poco. Al Climate Action Summit di New York, voluto dal segretario generale Onu Antonio Guterrez a settembre, 66 Paesi, 102 città e 93 imprese hanno promesso emissioni zero nel 2050, ma si tratta di un documento non vincolante. L’Europa è il continente che più si sta impegnando per salvare il clima e la Germania ha presentato un pacchetto di sostegno alle energie rinnovabili da 54 miliardi di euro da spendere entro il 2023 e 100 miliardi entro il 2030. Al vertice di New York, la Russia ha firmato una risoluzione per attuare l’accordo di Parigi, ma la Cina non ha fatto nessuna nuova promessa e gli Usa hanno confermato il sostanziale disinteresse da parte del governo Trump. Per molti analisti si è trattato quindi di un vertice piuttosto deludente, con dichiarazioni vaghe e pochi impegni concreti.

10 | E l’Italia?

Con il ministro Costa al vertice di New York, l’Italia si è detta “in prima linea per la lotta al cambiamento climatico”. Per il governo Conte, la lotta ai cambiamenti climatici sembra essere una priorità non più rinviabile. Conte ha ricordato come l’Italia stia definendo la road map del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima che proietta il nostro Paese verso il completo raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030: riduzione delle emissioni, energia rinnovabile ed efficienza energetica e una strategia di decarbonizzazione entro il 2050. La Legge di Bilancio 2020 appena presentata prevede interventi per la conversione all’economia verde e più investimenti pubblici verdi con un ‘Green New Deal’. Si parte con il nuovo bonus rottamazione auto 2020 da 2.000 euro.

Di Mauro Orrico
Salentino di origine, romano di adozione, è laureato in Scienze Politiche (La Sapienza) con Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Ha lavorato per Rai3 e La7d. Da 12 anni è anche organizzatore di eventi di musica elettronica e cultura indipendente. Nel 2014 ha fondato FACE Magazine.it di cui è direttore editoriale..