Maggioranza: 326 seggi

Per Boris Johnson è un vero trionfo: le elezioni britanniche consegnano ai Tory un’ampia maggioranza assoluta a Westminster e le chiavi di Downing Street per i prossimi 5 anni. Il partito conservatore ha incassato oltre 360 seggi su 650, mentre al Labour di Jeremy Corbyn ne vengono attribuiti circa 200.

Il voto è un lasciapassare per una Brexit che, a 3 anni e mezzo dal referendum del 2016, diventerà realtà il prossimo 31 gennaio.

Boris Johnson

Per Johnson è “una decisione inconfutabile dei britannici”, con questo mandato realizzaremo la Brexit”, ha detto il nuovo premier. I labour hanno subito una sconfitta umiliante che ha costretto il leader, Jeremy Corbyn, ad annunciare che “alle prossime elezioni non sarà a guida del Partito”. I LibDem vanno peggio del previsto con 13 seggi ed è stato bocciato anche il leader dei Dup, gli unionisti nordirlandesi, nel collegio di Belfast.

La Scozia anti Johnson

La prima ministra locale Nicola Sturgeon è l’altra vincitrice delle elezioni di ieri. Lo Scottish National Party ha ottenuto a Westminster 47 seggi sui 59 in palio per la Scozia, 11 in più rispetto al 2017. Gli indipendentisti scozzesi sono europeisti convinti e tengono i loro territori con una valanga di voti. Ora il vero rischio per Londra è l’effetto domino che il voto scozzese potrebbe avere su tutto il Regno Unito. Il voto riaccende infatti le pulsioni indipendentiste e Sturgeon ha già promesso che entro Natale chiederà a Johnson i poteri per avviare la procedura per una nuova consultazione. La risposta del nuovo premier sarà sicuramente negativa e la Scozia si avvia a diventare la vera spina nel fianco del leader Tory.