“Il nostro futuro vale più dei vostri profitti” è quel che si legge sullo striscione che ha aperto il corteo di Roma. Il movimento Fridays for Future conquista anche l’Italia, dopo aver riempito le strade e le piazze di tutto il mondo nella settimana per il Clima che si è conclusa venerdì. L’onda Green ha riempito oltre 180 città italiane, con l’adesione di Unione degli Studenti, Link-Coordinamento Universitario e Rete della Conoscenza. Hanno aderito anche Cgil, Sisa, Flc, Cobas, Cisl.

Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha invitato le scuole a giustificare l’assenza degli studenti nel giorno dello sciopero mondiale. “Siamo oltre un milione” hanno annunciato gli organizzatori. Giacomo Cossu, coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza, ha dichiarato al quotidiano La Stampa: “L’Assemblea delle Nazioni Unite è stata un fallimento, i potenti del pianeta non hanno intenzione di cambiare rotta per salvare il nostro futuro. Noi giovani continueremo a ribellarci contro questa classe politica. Le multinazionali e i ricchi del pianeta devono contribuire alla riconversione ecologica più di tutti. Eppure il governo italiano si limita alla retorica mentre secondo le bozze del decreto Clima intende dare sussidi ambientali dannosi fino al 2040, una scelta inaccettabile”.

A Roma, migliaia di studenti, ma anche molti adulti, si sono radunati in piazza della Repubblica. Il movimento di Greta è tornato a sfilare per la terza volta nella Capitale, nessun simbolo di partiti politici, ma tanti cartelli che chiedono un cambiamento urgente delle politiche ambientali: da “diritto al futuro” a “stop emission”. A Milano, in 150mila hanno sfilato per le strade al grido di “We are unstoppable, another world is possibile”. Cortei molto partecipati anche a Napoli, Torino, Bologna, Bari, Catania, Palermo. Ovunque, piazze piene e una coscienza ambientalista matura e trasversale, forse impensabile fino a pochi anni fa.

Roma per il Clima

Roma Capitale, come oltre 500 città in tutto il mondo, ha dichiarato lo stato d’emergenza climatica. L’annuncio è arrivato dopo una mozione, votata all’unanimità, “che impegna il Comune ad adottare buone pratiche e a mettere in campo azioni concrete”. Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente del Comune di Roma, spiega: “L’amministrazione ha portato in aula un atto trasversale e senza colore politico come risposta ai cambiamenti climatici. Il progetto si articola in 16 punti e prevede, tra le altre cose, riduzione delle emissioni, dialogo con Regione e Governo per mobilità sostenibile, micromobilità, trasporto pubblico e ciclabilità. Ma anche bonifiche e depurazione del Tevere, rigenerazione urbana, riqualificazione edilizia con efficientamento energetico, guerra alle perdite del servizio idrico, focus sul ciclo dei rifiuti per valutare ogni possibilità di ridurre, riutilizzare e riciclare”.