Elimineremo il Jobs Act. Anzi no. È questa l’ultima marcia indietro di Silvio Berlusconi. Il presidente di Forza Italia mercoledì, dai microfoni di Radio Anch’io, aveva paventato la cancellazione del Jobs Act, la riforma del Lavoro voluta da Matteo Renzi. Poi in una nota ha fatto sapere di essere stato frainteso: “Mai pensato di tornare al regime precedente”, ha scritto, confermando di essere contrario alla reintroduzione dell’articolo 18. Eppure, il suo alleato Matteo Salvini pochi mesi fa scriveva: “Siamo contrari alla modifica dell’Art.18, è come iniziare a costruire una casa dal tetto”. E sul Jobs Act, aveva liquidato la riforma bollandola come una “cazzata”. 

Il tema del lavoro non è l’unico punto su cui il leader forzista e il segretario della Lega hanno espresso posizioni diverse, pur presentandosi uniti alle prossime elezioni in una coalizione di centro destra data per favorita in tutti i sondaggi.

Per Matteo Salvini è prioritario eliminare la Legge Fornero, come primo atto del nuovo governo di centro destra. È questa la promessa che ha ottenuto durante l’ultimo incontro con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Poche ore dopo, però, l’ex cavaliere, dai microfoni di Radio Capital, ha puntualizzato: “Abbiamo parlato di eliminare gli aspetti ingiusti della legge Fornero, dopo un esame accurato con gli alleati”. Un altro passo indietro, dunque, dovuto probabilmente ai costi  che andrebbero sostenuti, eliminando l’intera normativa. Cancellare la legge – che è stata votata anche da Forza Italia e da Fratelli d’Italia – significherebbe infatti rinunciare a circa 350 miliardi di euro di risparmi cumulati fino al 2060 e, sulle coperture, Salvini non ha mai risposto entrando nei dettagli.

In foto: Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

Poi c’è il tema più caldo, su cui è esploso lo scontro delle ultime ore. Il leader leghista ha promesso di eliminare l’obbligo vaccinale. Una posizione bloccata subito dal capogruppo di Forza Italia Paolo Romani che ha dichiarato: “Da Salvini viene toccato un problema delicato. Noi abbiamo ridotto il numero dei vaccini obbligatori da 12 a 10 ma abbiamo ritenuto di mantenere il dato dell’obbligatorietà tenendo conto anche dei dati dell’Oms sull’immunità di gregge. Su alcune patologie la popolazione italiana è ancora molto lontana dalla soglia dell’Oms. È anche per questo che abbiamo deciso di essere d’accordo con l’obbligatorietà che va nella direzione della tutela della salute dei nostri figli rispettando la possibilità che le famiglie siano sempre informate”.

Dalle pensioni alle tasse, la musica non cambia. Ad esempio la flat tax, per Forza Italia deve essere al 25% mentre la Lega la vorrebbe al 15. Quanto alle pensioni, Berlusconi vorrebbe innalzare le minime per tutti a 1.000 euro mentre il Carroccio punta sullo stop all’innalzamento dell’età.

E sul tema euro? Matteo Salvini pochi mesi fa diceva: “L’euro è una moneta finita. Il futuro dell’Italia è senza”. Questo è stato il mantra salviniano degli ultimi anni. Ma oggi, per il leader leghista, l’uscita dalla moneta unica pare non sia più una priorità, al massimo è una “opzione aperta”. Una formula ambigua dettata probabilmente dai contrasti con gli alleati. Sempre da Radio Capital, Berlusconi ha bocciato infatti la proposta definendola “insostenibile per la nostra economia”.

Secondo i sondaggi, il centro destra unito è in testa nei sondaggi ma ancora lontano dalla possibilità di governare da solo. Cosa succederà quindi se non dovesse avere la maggioranza necessaria? Salvini resta contrario ad aprire la coalizione o a ipotesi di governi di larghe intese con partiti esterni al centro destra. Ma Berlusconi è sempre più tentato di seguire il modello tedesco della Grosse Koalition con il Pd e con i suoi alleati centristi.

E poi c’è il tema della Premiership. A destra, oggi, non c’è ancora un candidato presidente del consiglio. Silvio Berlusconi è incandidabile e ineleggibile, nonostante sul nuovo simbolo di Forza Italia ci sia il nome “Berlusconi presidente”. L’ex cavaliere vorrebbe un tecnico o un moderato alla guida del governo, ma Matteo Salvini punta ad essere lui il futuro premier. Riusciranno almeno su questo a convergere su un nome unico nelle prossime ore?