Venti anni fa moriva Lucio Battisti, stroncato a 55 anni da una malattia. Refrattario al divismo, è stato un uomo libero e autentico. Non amava i riflettori e faceva parlare solo le sue canzoni. Ha scritto insieme a Mogol più di una ventina di brani entrati nella storia della musica. Sulla sua produzione e sulla sua immagine pesa tuttavia il pregiudizio di chi lo considera tuttora un autore pop, commerciale e disimpegnato a differenza di altri artisti della sua generazione. Ma Lucio Battisti è stato un genio della canzone e i suoi album sono ormai patrimonio storico di tutti.

Sul suo nome si consuma da anni anche unintricata battaglia legale, relativa ai diritti dei 12 album più amati: da una parte ci sono gli eredi, la vedova, Grazia Letizia Veronese e il figlio Luca, dall’altra Mogol e la multinazionale del disco che detiene il catalogo della Ricordi.
Lucio Battisti detestava la pubblicità e i riti della comunicazione. L’ultima, storica apparizione alla tv italiana è del 23 aprile 1972 a «Studio 10»: dopo aver presentato in playback «I giardini di marzo», ha duettato con Mina, in uno dei momenti più alti della tv e della musica italiana.

Noi lo ricordiamo con alcuni dei suoi brani più amati.

 

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