Dalla mezzanotte di lunedì 17 agosto fino al 7 settembre, in Italia tutte le discoteche devono restare chiuse, sia quelle all’aperto che quelle al chiuso, ed è obbligatorio indossare la mascherina anche all’aperto dalle 18 alle 6 del mattino nei luoghi dove c’è rischio di assembramento. Agli operatori del settore verranno riconosciuti contributi economici, inseriti già nel decreto Agosto.

Questo è ciò che prevede la nuova ordinanza annunciata domenica sera dal ministro della Salute Roberto Speranza, dopo un incontro con i rappresentanti delle Regioni per discutere di come contenere il nuovo aumento dei contagi da coronavirus, ormai costante da alcune settimane. Nessuna possibilità di deroga è prevista alla “sospensione” che era già stabilita dal Dpcm del 7 agosto, ma le Regioni avevano deciso di consentire comunque la riapertura delle attività da ballo. Nei giorni scorsi, il governo aveva chiesto alle Regioni di intervenire, ma lo avevano fatto in qualche misura solo Veneto, Emilia-Romagna, Calabria e Basilicata, chiudendo le discoteche o limitandone l’attività.

La protesta del Silb Fipe

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dai gestori delle discoteche attraverso il Silb Filp, l’associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo: “Il loro interesse è secondario rispetto alla salute” è la motivazione del giudice. L’associazione di categoria, attraverso il presidente Maurizio Pasca, ieri aveva dichiarato che “il Governo si è dimenticato di questo settore, ma abbiamo detto al ministro Patuanelli che se da parte sua ci sarà un impegno serio per aiutare economicamente tutte quelle discoteche che non hanno più riaperto dal 23 febbraio, siamo disposti a ritirare il ricorso al Tar. Stiamo parlando della stragrande maggioranza dei locali mentre il tavolo riguardava solo i danni e le perdite d’incasso subite da chi ha riaperto dopo il 13 giugno e ora è stato costretto a richiudere, ovvero il 20% delle discoteche (…). La discoteca – ha detto Pasca – è un grandioso capro espiatorio. Noi non ci sentiamo responsabili. Osserveremo nei prossimi mesi se a discoteche chiuse il ‘contagiò si fermerà!’. Lo osserveremo attentamente. E agiremo di conseguenza. La discoteca è un luogo come altri, gestita da imprenditori che fanno rispettare le regole. I comportamenti non sono imputabili al luogo, bensì agli esseri umani che li compiono. Dentro una discoteca così come altrove”.