Le due grandi famiglie politiche tradizionali – Popolari e socialisti – perdono consensi, ma crescono i liberali e volano i Verdi (soprattutto in Germania e in Francia). Così, il fronte europeista vince e ferma l’avanzata delle destre sovraniste che crescono ma non sfondano. Questo è il quadro che emerge dalle elezioni europee che si sono svolte ieri per rinnovare il parlamento dell’Unione. Un turno elettorale segnato dall’affluenza: superiore al 50% nella media e al livello più alto degli ultimi vent’anni.

I Popolari sono il partito di centrodestra moderato: sono il gruppo più votato e vincono in Germania, Irlanda, Austria, Finlandia, Lettonia, Lituania, Slovenia, Croazia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Grecia.

I Socialisti&Democratici vincono in Spagna, Portogallo, Svezia e Paesi Bassi.

I Liberali di Alde vincono in Danimarca, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia.

ENF è il partito sovranista e di destra “Europa delle Nazioni e della libertà”: vince in Francia con Marine Le Pen e in Italia con Matteo Salvini. Negli altri paesi raggiunge risultati inferiori rispetto alle aspettative, pertanto non avrà in alcun modo la possibilità di essere parte di una delle maggioranze possibili nel nuovo Parlamento Europeo.

ECR è il partito euroscettico dei “Conservatori e riformisti europei”: vince in Belgio e Polonia.

LE POSSIBILI MAGGIORANZE

La maggioranza Ppe-Sd-Alde. Per la prima volta, Popolari e Socialisti non raggiungono la maggioranza e dovranno così trovare un accordo con i liberali di Alde. E’ l’unica formula che in questo momento garantirebbe i 371 voti necessari per avere la maggioranza nell’aula.

Le altre possibili maggioranze. Una teorica alleanza del centrodestra con la destra è stata esclusa dal presidente del gruppo Ppe nel Parlamento Manfred Weber e comunque non avrebbe i numeri: Ppe più Efdd, Enf ed Ecr insieme avrebbero 347 seggi.
Un’altra opzione potrebbe essere una coalizione progressista con Socialisti&Democratici, liberali, Verdi e Gue (Sinistra unitaria): i numeri potrebbero esserci ma è improbabile che si crei una maggioranza senza il primo partito, il conservatore Ppe.



IL VOTO NEI PAESI EUROPEI

In Germania la Cdu/Csu rimane la prima forza politica con il 28,9% dei consensi, ma perde quasi 6 punti. I Verdi sono i veri vincitori con il 20,5%. Per la Spd il risultato è molto deludente: il 15,8%. Nessun boom per Afd, il partito di estrema destra xenofobo, al 10%.

In Francia la destra di Marine le Pen è al 23,3% e supera la lista europeista Renaissance di Emmanuel Macron che è al 22,4%. I socialisti crollano al 7% mentre i Verdi sono la terza forza con il 13,5%.

In Spagna vincono i socialisti di Pedro Sanchez che sono al 32,8%, mentre crollano i Popolari al 20%, Ciudadanos è al 12,2%. L’estrema destra di Vox si ferma al 6,5%.

Nel Regno Unito il Brexit Party di Nigel Farage è il primo partito con il 31,7%, i liberali sono secondi al 18,5% e il Labour Party di Corbyn è terzo con il 14%. Anche qui i Verdi vanno molto bene con il 12% mentre i conservatori della premier May crollano al 9%. I parlamentari brittanici potrebbero però dimettersi entro pochi mesi quando la Brexit diventerà realtà.

In Grecia il partito del premier Alexis Tsipras (22,7%) ha perso contro il centrodestra (33%). L’estrema destra razzista di Alba dorata resta sotto il 6%. Tsipras ha deciso di sciogliere il Parlamento e convocare le elezioni anticipate.

In Croazia ha vinto il partito conservatore ed europeista al governo con il 22,7%, Spd si ferma al 18,7%.

In Ungheria la destra di Orban trionfa con il 52,3%, ma in Europa aderisce al Ppe e non alla formazione di ultradestra ENL di Salvini e Le Pen.

In Danimarca vincono i liberali di Venstre, con il 23,5%. Secondi i socialdemocratici, guidati dalla leader Mette Frederiksen. Il Partito socialista danese, di stampo ambientalista, otterrebbe invece il 13,15% dei consensi.

In Finlandia i conservatori del National Coalition Party sono in testa con il 20,8%, seguiti dai socialdemocratici al 16%. Deludono i Veri Finlandesi alleati della Lega di Matteo Salvini, che sono al 13,1%.

In Austria i popolari dell’Oevp sono in testa con il 34,9%, davanti ai socialdemocratici che hanno il 23,4% ed al partito di estrema destra Fpoe, che si ferma intorno al 17,2%.

In Romania vince il partito di centrodestra al 26% e batte i socialdemocratici al governo.

In Slovacchia vince Progresivné Slovensko, il partito socialdemocratico, laico ed europeista della presidente Zuzana Caputova.

Centrodestra e sovranisti trionfano in Polonia, mentre i socialisti vincono in Portogallo e a Malta.