Non solo Pfizer, Moderna e AstraZeneca. 59 vaccini sono in fase di sperimentazione nel mondo: ecco quelli autorizzati e quelli in corso d’esame vicini all’approvazione.

Mentre il vertice in videoconferenza del 25 febbraio dei 27 leader dell’Ue si conclude con dati poco rassicuranti e l’impegno dell’Unione ad una maggiore rapidità, prosegue la corsa al vaccino in Italia e nel mondo. Tra ritardi, tagli nella consegna delle dosi e speranze sui nuovi vaccini in arrivo. Tre sono stati autorizzati finora dall’Ema, l’Agenzia Europea per i Medicinali: Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca. Altri sono in via di autorizzazione e in corso di esame: in totale nel mondo, sono 135 le sperimentazioni in atto su 59 candidati vaccini per prevenire il Covid.

I dati sui vaccinati

Nel mondo, i Paesi che sono più avanti con la campagna vaccinale sono gli Stati Uniti (42 milioni di persone – il 12,7% della popolazione – hanno ricevuto la prima dose e 17 milioni il richiamo) e il Regno Unito (16,88 milioni hanno ricevuto la prima dose e solo 589mila la seconda). Procede molto velocemente anche Israele: metà della popolazione ha già ricevuto la prima dose e 2,8 milioni anche la seconda. Sono 40 milioni le dosi di vaccino somministrate in Cina: il 2,89% della popolazione (su 1,4 miliardi di cittadini).

In Europa, la campagna vaccinale procede molto a rilento. In Germania, i vaccinati sono oltre 3 milioni (1,6 milioni hanno fatto anche il richiamo). In Francia sono due milioni e mezzo (1 milione hanno completato il vaccino). L’Italia è seconda in Europa con 2 milioni e 300mila vaccinati (il 3,92% della popolazione), di cui la metà ha ricevuto il richiamo (il 2,2%).

I vaccini autorizzati da Ema

Pfizer-BioNTech
Il vaccino è autorizzato nell’Unione europea, negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito e in numerosi altri Paesi europei. Si basa sulla tecnologia dell’Rna messaggero e mostra un tasso di efficacia del 95%. Da Pfizer arriveranno il 20% in meno di dosi concordate. Per aiutare Pfizer-BioNTech nella produzione del loro vaccino, la multinazionale francese
Sanofi (il cui vaccino è in forte ritardo poiché deve ripetere la fase 2) preparerà nel proprio stabilimento di Francoforte 125 milioni di dosi, che saranno distribuite in Europa da agosto. Nella videoconferenza del 25 febbraio dei 27 leader dell’Ue, Pfizer ha annunciato trattative con undici aziende con stabilimenti in Europa per aumentare la produzione.

Moderna
È autorizzato nell’Unione europea, in Nordamerica, nel Regno Unito (dove non è ancora disponibile) e in altri Paesi come Israele e Singapore. Come il vaccino Pfizer è a Rna messaggero, con il 94,1% di efficacia.

AstraZeneca-Oxford
È il terzo vaccino autorizzato dall’Ema. Il vaccino usa la tecnologia del vettore virale. Secondo l’Ema ha un’efficacia del 60% che supera il 90% nei casi gravi. AstraZeneca è il vaccino su cui ha puntato molto sia l’Europa che l’Italia, ma la campagna procede tra molti ostacoli e ritardi. Nella videoconferenza dei leader Ue, AstraZeneca ha promesso che farà “tutto il possibile” per consegnare all’Europa le 40 milioni di dosi previste (nel primo trimestre, ndr). Di queste, 5 milioni dovrebbero arrivare in Italia entro marzo.

Gli altri vaccini

Sputnik V
Il vaccino russo ha un’efficacia dichiarata del 91,6%. Oltre che in Russia, è autorizzato in 15 Paesi tra cui Venezuela, Iran, Corea del Sud, Argentina, Algeria, Repubblica di San Marino. L’azienda ha presentato all’Ema una richiesta di parere scientifico, tappa precedente alla domanda formale di autorizzazione. In Europa, l’Ungheria lo ha già approvato autonomamente. Anche in Italia in tanti, come alcune Regioni, spingono per una approvazione nazionale.

Johnson&Johnson (Jansenn)
Su questo vaccino monodose sono riposte molte speranze: l’Europa ha acquistato 400 milioni di dosi e 26,92 milioni sono per l’Italia. Il farmaco statunitense è stato approvato già dal Sudafrica, che lo ha preferito ad Astrazeneca, giudicato meno efficace contro la variante africana. Il vaccino, a vettore virale, secondo l’azienda ha un’efficacia globale del 66% e dell’80% nei casi più gravi. Al contrario degli altri, richiede solo un’iniezione e non due. L’azienda ha chiesto l’autorizzazione formale ad Ema e ha ottenuto il via libera dalla Fda degli Stati Uniti.

CureVac
Il vaccino tedesco è a Rna messaggero ed è in corso d’esame presso l’Ema.

Novavax
Il vaccino americano ha un’efficacia dichiarata dell’89%. Attualmente è all’esame dell’Agenzia europea del farmaco ed è ottenuto mediante una modifica genetica dei filamenti della proteina spike.

Sinopharm
Il vaccino cinese è stato approvato in Cina, negli Emirati Arabi Uniti, in Ungheria (unico paese dell’Unione europea), in Perù, in Cambogia e nello Zimbabwe. I responsabili dell’azienda dichiarano un’efficacia del 79%, ma i dati scientifici non sono stati resi pubblici.

Sinovac (Coronavac)
Altro vaccino cinese che non ha pubblicato i dati scientifici ma dichiara un’efficienza globale del 50% e dell’80% nei casi più gravi della malattia. Il vaccino è stato autorizzato in Cina, in Cile, in Brasile e in Turchia. L’Ucraina e l’Uruguay sono in attesa delle dosi ordinate.

ReiThera
È il vaccino totalmente italiano. Coinvolge l’Istituto Spallanzani di Roma che ha coordinato la fase 1, la Regione Lazio e il Ministero dell’Università e della Ricerca che hanno finanziato il progetto. La biotech di Castel Romano, 20 chilometri a sud di Roma, ha appena iniziato la fase due delle sperimentazioni. Le prime somministrazioni potrebbero iniziare dopo l’estate, ma è ancora presto per fare previsioni.


Di Mauro Orrico
Salentino di origine, romano di adozione, è laureato in Scienze Politiche (La Sapienza) con Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Ha lavorato per Rai3 e La7d. Da 14 anni è anche organizzatore di eventi di musica elettronica e cultura indipendente. Nel 2014 ha fondato FACE Magazine.it di cui è direttore editoriale..