Sabato in decine di migliaia hanno partecipato al corteo nazionale contro la violenza sulle donne convocato dalla rete Non Una di Meno. In piazza molti volti noti, da Foglietta a Ozpetek. Paola Cortellesi: «Questione culturale da affrontare nelle scuole».
Testo e foto di Mauro Orrico
La “marea transfemminista” è tornata a sfilare nelle strade della Capitale. Poco dopo le 16 di sabato, è partita da piazza della Repubblica per poi arrivare in piazza San Giovanni la manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne convocata dalla rete Non Una di Meno. In decine di migliaia hanno attraversato il centro di Roma, per protestare contro le politiche del governo Meloni, per dire no alla cultura patriarcale, alla guerra, al riarmo e al genocidio del popolo palestinese e ai suoi complici. Tra le rivendicazioni, i centri antiviolenza femministi e transfemministi finanziati e liberi e una rete di supporto laica e senza antiabortisti.



“In un paese che si prepara al riarmo approfondendo disuguaglianze e discriminazioni, la violenza patriarcale – sostengono le promotrici – diventa programma di governo ed è normalizzata dalla produzione ossessiva di misure e leggi misogine e transfobiche“. Non Una di Meno è scesa in piazza anche “per una scuola libera da condizionamenti e diktat, per la libertà di ricerca e di insegnamento, per l’educazione sessuo-affettiva dalla scuola dell’infanzia all’università. Contro la manovra finanziaria. Per il diritto all’autodeterminazione dei corpi e dei popoli” e per dire: “Noi la guerra non la paghiamo. Né complici né vittime della conversione bellica”.
In piazza erano presenti anche molti volti noti, come Anna Foglietta e Ferzan Ozpetek. Queste le parole di Paola Cortellesi: «La violenza contro le donne è una questione culturale da affrontare nelle scuole».
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