Il lungo corteo ha attraversato la Capitale per sostenere la causa palestinese e per contestare la finanziaria del governo Meloni. Sul carro in testa anche Francesca Albanese, Greta Thunberg e Thiago Avila.
La Redazione
Dopo lo sciopero generale di venerdì 28 novembre, sabato 100 mila manifestanti hanno attraversato le strade di Roma, per protestare contro la “Manovra di guerra” del governo Meloni, il riarmo, il genocidio del popolo palestinese e le complicità con lo Stato di Israele. Il corteo è partito alle 14 da Piazzale Ostiense e si è concluso a San Giovanni. La manifestazione è stata organizzata dal Movimento degli studenti palestinesi e dall’USB, con l’adesione di Potere al Popolo, Unione democratica Arabo Palestinese, Arci Roma, movimenti per la casa, studenti di Osa e Cambiare Rotta, e numerose altre realtà sociali da tutta Italia. Al corteo hanno preso parte anche l’attivista Greta Thunberg, Marie Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla e la relatrice Onu Francesca Albanese. In piazza c’erano diverse bandiere del Venezuela, del Sudan e del manga One Piece, simbolo delle proteste giovanili in tutto il mondo. Dietro uno striscione c’erano anche i lavoratori di Panorama, che hanno protestato contro il test carrello che ha portato al licenziamento di un dipendente della catena di supermercati.
“La tregua di Trump – hanno dichiarato gli organizzatori – non riconosce nessun diritto al popolo palestinese e consente a Israele di ampliare l’occupazione dei territori palestinesi. L’Italia parla di pace dopo aver fornito armi e sostenuto direttamente il genocidio”.
Greta Thunberg ha ricordato che “oggi perfino le istituzioni più prudenti riconoscono ciò che i palestinesi dicono da sempre: a Gaza è in corso un genocidio” e “quando c’è un genocidio – ha aggiunto – bisogna fermare i trasferimenti di armi, interrompere ogni complicità finanziaria e militare e lavorare per porre fine alle violenze. Ma tutto questo non è accaduto. Per questo abbiamo scelto di agire”.

La condanna di Albanese sull’attacco alla Stampa
Applauditissima la mattina all’Università Roma Tre e il pomeriggio al corteo, Francesca Albanese è intervenuta sul raid contro il giornale “La Stampa” con queste parole: “Condanno l’irruzione a La Stampa, a Torino, è necessario che ci sia giustizia per quello che è successo alla redazione. Sono anni che incoraggio tutti quanti, anche quelli più arrabbiati, la cui rabbia comprendo e credetemi anche la mia, che dico bisogna agire così con le mani alzate, non bisogna commettere atti di violenza nei confronti di nessuno, ma al tempo stesso che questo sia anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro, per riportare i fatti al centro del nuovo lavoro e, se riuscissero a permetterselo, anche un minimo di analisi e contestualizzazione. Perché non avete anche coperto quello che è successo a Genova e in altre 40 o 50 città italiane dove sono in tantissimi a essere scesi in piazza?”, ha poi chiesto in riferimento ai giornalisti che l’hanno fermata a margine.
