Dall’inizio della guerra tra Usa e Iran, ammontano a 7,5 miliardi in totale gli extraprofitti generati in Europa nella prima metà del 2026 da otto grandi compagnie petrolifere. Le opposizioni chiedono che siano tassate, mentre la maggioranza litiga.
La Redazione
In Italia, il diesel ha sfondato quota 2,2 euro al litro, la benzina viaggia sopra i 2 euro e il Governo risponde prolungando di altri due giorni lo sconto sulle accise. Intanto arrivano i dati sui guadagni record delle major del petrolio. La cifra è da capogiro: valgono 7,5 miliardi gli extraprofitti generati in Europa nella prima metà del 2026 da otto grandi compagnie petrolifere (Shell, BP, TotalEnergies, Eni, Orlen, Repsol, Omv, Moeve) dopo lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, dello scorso 28 febbraio 2026. A livello globale gli extraprofitti sono stati circa 17,9 miliardi (3,7 miliardi di euro nel primo trimestre e 14,2 miliardi nel secondo). Di questi, gli extraprofitti attribuibili all’Ue ammontano a circa 7,495 miliardi, pari al 42% del totale globale. La quantificazione è stata fatta in uno studio da T&E (Transport & environment), la Federazione europea per i trasporti e l’ambiente, che raggruppa le organizzazioni non governative che promuovono il trasporto sostenibile. Gli incassi record delle società energetiche e i costi di benzina e gasolio alle stelle hanno spinto l’Italia e altri cinque paesi Ue a chiedere a Bruxelles di creare un quadro normativo comune per la tassazione dei guadagni straordinari.
Lo scontro politico in Italia
L’idea di tassare gli “extraprofitti” è tornata al centro del dibattito, dopo i prezzi alle stelle di benzina e diesel. La tassa la chiedono le opposizioni unite, da Avs al Pd, dal M5s a Iv. Ma il governo è diviso, tra chi sostiene la proposta e Forza Italia che è contraria. Per Antonio Tajani, “sa di Urss”.
Per la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, aspettare un accordo tra tutti i Paesi europei non basta. “In attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello europeo, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l’iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale. La stessa persona che prometteva di abolire le accise sui carburanti oggi resta a guardare mentre gli italiani affrontano l’impennata dei prezzi”, afferma Schlein. Sulla stessa linea è il presidente del M5s Giuseppe Conte: “Hanno coraggio solo quando si parla di soldi per le armi”. Anche Angelo Bonelli, deputato di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa Verde, chiede da tempo di tassare gli extraprofitti: “In quattro anni le società energetiche hanno realizzato 80 miliardi di euro di profitti, mentre in appena quattro mesi il Governo ha speso risorse pubbliche per oltre 2 miliardi di euro per ridurre le accise sui carburanti. Soldi di fatto regalati ai petrolieri”.
