Un ex studente della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, ha aperto il fuoco nel liceo americano, sparando a ragazzi e insegnanti. Il bilancio è di 17 morti e 14 feriti. La scuola si trova a circa 70 chilometri a nord da Miami. Nikolas Cruz ha 19 anni. Fuggito dal liceo, è stato catturato dagli agenti, senza opporre resistenza. Secondo quanto dichiarato dallo sceriffo, ha usato un fucile d’assalto semi-automatico Ar-15. L’assassino era stato allontanato dalla scuola ed era considerato un alunno problematico. Secondo alcuni media, era vicino a gruppi di fanatici delle armi.

Sono 18 le sparatorie avvenute nelle scuole americane, solo dall’inizio del 2018. L’ultima in Florida è l’ennesima strage legata alla facilità con cui negli Stati Uniti si possono acquistare le armi da fuoco. Una libertà garantita dal Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che dice: “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto”. In questi anni, ogni tentativo di limitare il possesso di armi da fuoco è fallito a causa della potente lobby delle armi, del suo peso economico e del consenso elettorale che rappresenta. L’ex presidente Obama aveva cercato di limitare le vendite dopo il massacro nella scuola di Sandy Hook, ma neanche la morte di tanti bambini innocenti era bastata a sbloccare il dibattito. E Donald Trump sostiene il Secondo emendamento della Costituzione senza limiti o compromessi.

5 COSE DA SAPERE SULLE ARMI LIBERE NEGLI USA

1. Negli Usa ci sono più armi che persone

Secondo il Congressional Research Service negli Usa circolerebbero 357 milioni di armi da fuoco su una popolazione di soli 318,9 milioni di persone, inclusi i minorenni. Secondo il report, il 20% dei possessori possiede il 65% delle armi. Lo stato dove le armi sono più diffuse è l’Alaska (più del 60% degli abitanti ne possiede almeno una). Ma i più armati sono gli stati del sud.

2. Usa, il paese più violento

Il grafico qui sotto di Kieran Healy, sociologo presso la Duke University, pubblicato da Focus, mostra i decessi da arma da fuoco negli Stati Uniti (blu) e gli altri paesi sviluppati (rosso). Sebbene siano in calo, c’è una sproporzione enorme tra l’America e il resto del mondo.

3. Come si comprano le armi negli Usa?

In buona parte degli Stati americani chiunque abbia più di 21 anni può acquistare una pistola, mentre i maggiori di 18 anni possono acquistare un fucile o un fucile a canna liscia. Basta presentare un documento di identità: il venditore si limita a registrare i dati e associarli all’arma, Nelle vendite tra privati la legge però è meno restrittiva. Dal 1968, i colpevoli di reati, immigrati clandestini, le persone soggette a ordinanze restrittive, chi fa uso di stupefacenti o particolari farmaci e gli stranieri non possono acquistare o possedere armi.

4. Morti e stragi

Nel 2015 le stragi sono state 330, i morti 367 e i feriti 1.318. L’anno prima 280 eventi con 272 morti e 1.120 feriti. In 10 anni, dal 2005 al 2015, i morti sono stati circa 320 mila, con la media di 30 mila morti l’anno.

5. La lobby delle armi

I possessori di armi sono rappresentati da lobby potenti come NRA, Safari Club International, Gun Owners of America and the National Association for Gun Rights, che ricevono soldi dall’industria della armi. Secondo alcune fonti, solo nel 2014 per influenzare le decisioni del congresso i 52 lobbisti, che rappresentano 10 clienti, avrebbero speso oltre 12 milioni di dollari.