Per l’ultradestra italiana è stata una giornata davvero nera. Le elezioni politiche del 4 marzo non potevano andare peggio. E non è bastata l’enorme visibilità mediatica ottenuta in questi mesi, tra polemiche su fascismo e Resistenza, provocazioni, scontri. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Casapound si è fermata allo 0,9%. Anche nel Lazio, il movimento dei “fascisti del nuovo millennio” – come si definiscono – si aspettava risultati migliori di quell’1,93% raccolto da Mauro Antonini, nella regione roccaforte del partito. Così, il flop è totale. E raccolgono percentuali da prefisso telefonico anche Forza Nuova (0,3%) e il partito ultra cattolico Il popolo della Famiglia di Mario Adinolfi (0,7%). 

In collegamento su La7 con Enrico Mentana, il leader di Casapound Di Stefano ha ammesso la sconfitta, ma ha polemizzato attribuendo la colpa del flop alle poche ospitate televisive. Nessuna autocritica, invece, neanche sulla proposta di dichiarare guerra alla Libia che molte ironie ha suscitato sul web.