Tutti i numeri sui centri per i migranti in Albania voluti dal governo Meloni. Gli obiettivi iniziali di 36mila trasferimenti all’anno restano lontani. La spesa totale prevista in 5 anni, è stimata a 685 milioni di euro. Finora ogni persona rimpatriata è costata 495 mila euro.

Di Mauro Orrico

Ad oggi il centro di Gjadër resta decisamente lontano dagli obiettivi iniziali: erano previsti 36mila trasferimenti all’anno. Finora, tuttavia, le persone trasferite sono state 685, con soli 101 rimpatri, pari al 14,7% del totale.
Il costo totale dei centri per i prossimi 5 anni è stimato a 685 milioni di euro, dei quali 50 milioni solo per il 2025. A questi – come ha spiegato “Il Fatto Quotidiano” – vanno aggiunti i 61,3 milioni di euro già fatturati per la costruzione delle strutture, secondo i dati della Difesa. Includendo anche questa somma, il rapporto tra investimenti considerati e rimpatri supera il milione di euro per ciascuno dei 101 casi. Ogni persona rimpatriata, dunque, è costata 495 mila euro.

Le difficoltà però non sembrano riguardare solamente i numeri. L’eurodeputata del Pd Cecilia Strada si è recata nel Cpr insieme a un’altra europarlamentare per un’ispezione. Ma, a differenza delle visite precedenti, alle due parlamentari sarebbe stato impedito di entrare negli spazi in cui si trovavano i migranti. “Noi abbiamo chiesto di accedere ai moduli, cosa che avevamo sempre fatto in tutte le nostre visite, ma ce l’hanno negato”, ha raccontato Strada. Le persone trattenute hanno provato a comunicare con le eurodeputate gridando dalle finestre sbarrate. Alla richiesta di chiarimenti sul motivo per cui non fosse possibile comunicare direttamente con i migranti, sarebbe stato risposto che vi era il rischio di possibili agitazioni tra le persone trattenute. “Sono venti giorni che sono tutti tranquilli e adesso diventano tutti nervosi, proprio quando devo entrare io nel giro di cinque minuti?”, ha osservato l’eurodeputata.

Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha difeso la strategia del governo sostenendo: “Preferiamo investire sul contrasto dell’immigrazione irregolare”. Ma per Cecilia Strada si tratta di “una truffa verso i propri elettori: non solo si violano diritti fondamentali, si buttano pure i soldi”.