Potrebbe arrivare nei prossimi giorni la prima buona notizia per i tanti lavoratori dello spettacolo che aspettano di ripartire dopo la lunga pausa prevista dalle misure anti coronavirus. Il Comitato tecnico scientifico della Protezione civile, dopo le riunioni tenute presso il Dipartimento il 4, il 5 e il 6 maggio, ha indicato la prima settimana di giugno come possibile data per far ripartire cinema, teatri e concerti. Si tratta di valutazioni, pareri e raccomandazioni non vincolanti che tengono conto dell’attuale situazione epidemiologica. Il Cts però ha frenato sull’apertura di “sale da ballo, discoteche e locali assimilati”.

Sulla data reale di riapertura, in realtà, non c’è ancora certezza e molto dipenderà dalla curva dei contagi e la linea dell’esecutivo pare essere “fine maggio, inizio giugno o anche slittare a metà mese“. Quel che è certo è che le aperture saranno vincolate al rispetto di protocolli molto “rigidi e restrittivi” come quelli già previsti per le messe e per i musei che riapriranno già il 18 maggio.

I possibili protocolli

No alle code, sì alle mascherine. Le misure già previste per i musei potrebbero essere confermate anche per gli altri settori: niente file all’ingresso, percorsi a senso unico con apposita segnaletica, dispenser per i disinfettanti. Le mascherine saranno obbligatorie per personale e visitatori. Per i musei è previsto inoltre il divieto di ascoltare le audioguide o tenere accesi gli schermi Touch.

Solo biglietti online e posti seduti. Potrebbe essere vietato pagare in contanti, rendendo obbligatorio prenotare i biglietti online. Per il pubblico, potrebbe essere vietato stare in piedi, facendo occupare soltanto una poltrona ogni due. Il personale dovrebbe inoltre sempre indossare mascherina e guanti.

Roma. (Foto: auditorium.com)

No alla partecipazione casuale. Il Comitato scientifico propone il divieto di organizzare manifestazioni pubbliche che possano prevedere l’incognita sul numero dei partecipanti.

Club e Discoteche off-limits. Party ed eventi potrebbero ripartire in autunno, essendo impossibile mantenere la distanza, ma anche improbabile che si possa indossare la mascherina. Locali, sale e discoteche, anche all’aperto, dovrebbero restare chiuse, ma resta l’incognita legata alla tipologia di programmazione: chi si adatterà, optando ad esempio per la musica dal vivo o d’ascolto, potrebbe continuare a lavorare nel rispetto delle misure.

In tutti i casi, è bene ricordare che si tratta, per ora, solo di ipotesi. Il governo fornirà indicazioni più chiare nei prossimi giorni, sulla base della situazione sanitaria. Tutto dipenderà probabilmente dai dati che emergeranno verso la metà del mese quando si potranno valutare i primi effetti delle riaperture.