Improvvisatore, affabulatore e trasformista, lo definiscono le enciclopedie. Gigi Proietti è stato il grande protagonista del teatro e della tv degli ultimi 60 anni: il maestro del palcoscenico, amato come pochi, si è spento lunedì 2 novembre, nel giorno del suo 80esimo compleanno. Era stato ricoverato domenica sera in una clinica romana per un grave attacco cardiaco. Già in passato aveva sofferto di problemi di cuore, eppure non si era fermato: a luglio ha riaperto con una caparbia la programmazione estiva del Globe Theatre, il palcoscenico nel cuore di Villa Borghese che guidava da 17 anni, stava scrivendo un libro autobiografico, Ndo cojo cojio, e per le imminenti feste aveva annunciato di portare sugli schermi, Covid permettendo, il nuovo film Io sono Babbo Natale con Marco Giallini.


Nato il 2 novembre del 1940 a Roma, aveva cominciato come cantante con un’orchestrina, Gigi e i Soliti ignoti, nei night della Dolce Vita. Il 1976 è l’anno della svolta, quello del one man show, A me gli occhi, please, un assolo che in tante stagioni ha riempito teatri e palasport, con centinaia di migliaia di spettatori. Fino a quel momento aveva recitato nel teatro d’autore con Carmelo Bene, ma anche al cinema e in tv. Del ‘76 è anche Febbre da cavallo, il film di Steno destinato a diventare cult. Dalla sua scuola di teatro al Brancaccio sono usciti Enrico Brignano, Flavio Insinna, Chiara Noschese, Giorgio Tirabassi e molti altri. Da 50 anni condivideva la vita con Sagitta Alter da cui ha avuto due figlie, anch’esse attrici. Con Gigi Proietti, l’Italia ha perso il mattatore più amato.