Dopo il voto al Senato, che si è concluso con 156 sì e 140 no, il premier Conte ha quattro giorni per allargare l’alleanza, lavorando alla nascita di un gruppo centrista. L’unica strada per un governo stabile.

Cinquanta minuti è durato l’incontro di giovedì tra il premier Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un dialogo “interlocutorio” in cui il presidente del Consiglio ha comunicato al capo dello Stato la volontà di rafforzare la maggioranza con la costituzione di un nuovo gruppo centrista al Senato. Una scelta obbligata dopo il voto sulla fiducia di martedì a Palazzo Madama che si è concluso con 156 voti favorevoli e 140 contrari. Un risultato precario che dimostra che il governo ha la maggioranza relativa ma non quella assoluta (di 161), necessaria per un governo stabile. Inoltre, senza i voti dei renziani, l’esecutivo è in minoranza in diverse commissioni parlamentari importanti. Conte, in questi giorni, sta cercando di coinvolgere nel nuovo gruppo “liberale” ed “europeista” i cosiddetti “costruttori” di centro, partendo da quei parlamentari di Forza Italia, ex M5S e Italia Viva, che hanno votato Sì alla fiducia.

Chi ha votato la fiducia. Da Forza Italia, hanno votato a favore due senatori (Mariarosaria Rossi e Andrea Causin) e la deputata Renata Polverini. I tre sono stati subito espulsi dal partito, ma altri 8-10 potrebbero lasciare Fi nei prossimi giorni. Hanno votato sì alla fiducia i senatori a vita Mario Monti, Elena Cattaneo e Liliana Segre, ma anche il socialista Riccardo Nencini (iscritto al gruppo parlamentare di Italia Viva) e l’ex esponente del Movimento 5 Stelle Alfonso Ciampolillo. Anche in Italia Viva, sarebbero non pochi i parlamentari vicini all’addio a Renzi, come Eugenio Comincini (ex Pd) che ha già dichiarato di essere disponibile a sostenere il governo per evitare il rischio di elezioni anticipate.  

Dalle opposizioni, venerdì Salvini, Meloni e Tajani hanno incontrato Matteralla. L’incontro al Quirinale è durato un’ora: “Il voto alle Camere certifica l’inconsistenza della maggioranza. Abbiamo fiducia nella saggezza di Mattarella”, hanno detto.