È iniziato il tavolo sul programma, partecipano i presidenti di ogni gruppo. Nuovo scontro con Iv, che chiede un testo scritto e la bicamerale sul Recovery. In serata, possibile nuovo vertice su premier e ministeri.

Dai Responsabili al gruppo Misto, avanza la richiesta di un governo Conte ter. Dopo la giornata di domenica, dedicata ai gruppi minori disposti a sostenere l’esecutivo, oggi i presidenti di ogni gruppo partecipano al tavolo voluto da Roberto Fico per discutere del programma, ma è già polemica sul documento finale che dovrebbe chiudere le trattative. Italia viva vuole mettere nero su bianco tutti i punti programmatici, ma secondo il leader dei centristi Tabacci, la riunione dovrebbe chiudersi senza un testo scritto. Inoltre i renziani chiedono la bicamerale sul Recovery Fund. Al termine dell’incontro, un nuovo vertice dovrebbe affrontare il tema dei nomi, da quello del premier ai futuri ministri. Entro la fine della settimana, dovrebbe nascere il nuovo governo.

Il presidente della Camera Roberto Fico è stato incaricato dal capo dello Stato nel ruolo di “esploratore” e riferirà al Colle probabilmente martedì.
Per il momento le ultime resistenze all’alleanza con Matteo Renzi restano quelle del gruppo di parlamentari del M5S vicini ad Alessandro Di Battista: da Airola a Barbara Lezzi, potrebbero essere 14 i senatori “dissidenti”.

Nel barometro della crisi, nelle ultime ore, tra i possibili premier sono avanzate le ipotesi della giudice della Corte Costituzionale Marta Cartabia e dell’economista Paolo Cottarelli. Ma, ad oggi, la riconferma di Giuseppe Conte pare essere la soluzione più probabile.

A destra, Mara Carfagna (Forza Italia) sabato ha proposto al centrodestra di “abbandonare l’Aventino”, aprendo la possibilità ad un governo Draghi. A distanza le ha risposto così Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia): “Sempre meglio le elezioni. Se tra noi qualcuno farà altro dopo ricucire sarà faticoso”.