I numeri della maxi-inchiesta: chiesti 6 arresti, 74 indagati. Sala in Consiglio: “Vado avanti: ho mani pulite, ho fatto tutto nell’interesse dei cittadini”. L’assessore alla Rigenerazione urbana Tancredi ha annunciato le dimissioni.

Di Marta Foresi

Lunedì è stato il giorno di Giuseppe Sala: il primo cittadino di Milano, anche lui indagato nell’inchiesta sull’urbanistica e gli appalti, ha parlato nel corso del Consiglio comunale in una seduta durata oltre quattro ore. Sala ha espresso il suo disappunto per aver appreso dalla stampa e non dalla Procura di essere direttamente coinvolto nell’indagine che ha travolto, con 6 richieste di arresto e 74 indagati, l’establishment urbanistico-edilizio di Palazzo Marino. Il sindaco di Milano non si è dimesso e ha rilanciato l’azione politica sua e della giunta, come gli ha chiesto anche il Pd, il partito di maggioranza relativa che lo sostiene. Ha fatto invece un passo indietro, come atteso, l’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune Giancarlo Tancredi, per cui la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari.

Le parole di Beppe Sala

Nel suo discorso, Beppe Sala ha detto: “In tutto ciò che ho compiuto nel mio mestiere di sindaco non esiste una singola azione che possa essere attribuita a un mio personale vantaggio. Le mie mani sono pulite”. “Noi, e nessun altro, abbiamo il dovere di mantenere gli impegni presi con le elettrici e gli elettori” ha detto il sindaco di Milano parlando alla sua maggioranza, sottolineando “l’obiettivo di tenere insieme sviluppo e aiuto a chi è in difficoltà. Non tutto quello che abbiamo tentato è perfezione ma abbiamo mantenuto la traiettoria” ha aggiunto.

L’inchiesta

I pm hanno chiesto l’arresto dell’assessore Giancarlo Tancredi, dell’ex presidente della Commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni e dell’imprenditore Manfredi Catella. 21 in totale i destinatari di avvisi di garanzia. Tra loro anche l’architetto Stefano Boeri. I reati ipotizzati nei confronti di molti degli indagati sono falso e corruzione nella gestione degli appalti di rigenerazione urbana. A Beppe Sala – anche lui indagato nell’inchiesta – vengono contestati i reati di induzione indebita e false dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie o di altre persone. Sulle sei richieste di arresti dovrà decidere il gip Mattia Fiorentini, dopo gli interrogatori preventivi del 23 luglio.

Foto copertina © Beppe Sala, via Facebook