Sono 12 i punti del documento adottato dai capi di Stato e di governo dell’Ue sui migranti. Un testo con molti limiti, promesse e contraddizioni che ha già mostrato le prime crepe. Se da un lato infatti l’accordo riconosce una gestione “globale” del fenomeno migratorio, dall’altra propone la nascita di centri di prima accoglienza la cui costruzione sarà esclusivamente su base volontaria negli Stati membri. Anche la redistribuzione dei migranti avverrà su base volontaria e non sono previste sanzioni per chi non fa la sua parte. Sugli hotspot, finanziati e gestiti dall’Unione europea, si è consumato il primo scontro tra Italia e Francia con il premier Emmanuel Macron che dichiarato che i centri “vanno fatti nei Paesi di primo arrivo e la Francia non lo è”. Il presidente del Consiglio italiano Conte ha poi smentito, in conferenza stampa: “Era stanco. Non c’è scritto così nel testo”, ha commentato. La controreplica di Macron non si è fatta attendere: “Noi possiamo offrire solidarietà, ma il concetto di Paese di primo arrivo non si può cancellare”.

Sul superamento del regolamento di Dublino il testo è molto vago: “È necessario trovare un consenso sul regolamento Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone sbarcate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso. È altresì necessario un ulteriore esame della proposta sulle procedure di asilo”.

L’accordo prevede inoltre il rifinanziamento del fondo per l’Africa e dei fondi per l’accordo con la Turchia e quanto alle Ong e ai soccorsi in mare, tutte le navi “Devono rispettare le leggi applicabili e non interferire con le operazioni della guardia costiera libica”.

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LE REAZIONI DELLA POLITICA

Mentre il fronte M5s esulta per il risultato, è freddo Matteo Salvini che ha replicato dicendo che “aspetterà i fatti concreti”. L’ex ministro dell’Interno Marco Minniti boccia l’accordo: “Sull’accoglienza, si deciderà in base a meccanismi volontari. Prima non funzionava l’obbligatorietà, figuriamoci la base volontaria”. Così anche l’ex premier Paolo Gentiloni: “Ci affidiamo alla buona volontà, come chiesto da Visegrad”.

Chi infatti esulta sono i quattro Paesi di Visegrad che hanno ottenuto che la redistribuzione dei migranti sulla base della prima registrazione sia su base volontaria. “Siamo soddisfatti, perché abbiamo raccolto una grande vittoria”, ha detto il premier ungherese Viktor Orban.

(Foto copertina: Reuters)