I sondaggi di fine 2025 mostrano un presidente in difficoltà. L’approvazione complessiva degli americani scende vicino ai minimi. Solo il 36% approva l’operato di Trump, bocciato su temi come bilancio interno, Medio Oriente e guerra in Ucraina.
La Redazione
Dopo il ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025, Donald Trump ha cercato di consolidare la propria posizione promettendo di migliorare l’economia e di riportare i prezzi sotto controllo, godendo di un tasso molto alto di popolarità. Ma nei mesi successivi, la percezione pubblica è cambiata totalmente. Secondo l’ultimo sondaggio di Gallup, pubblicato a novembre, solo il 36% degli americani approva l’operato di Trump: è il secondo dato più basso di gradimento un anno dopo il voto tra i presidenti eletti dopo il 1950. Nel novembre 1973 Nixon aveva toccato il 29%, a causa dello scandalo Watergate reso pubblico dai cronisti del Washington Post. I fatti lo portarono alle dimissioni, pochi mesi dopo.
Gallup rivela che il tasso di approvazione del presidente Donald Trump è sceso di cinque punti percentuali e la disapprovazione è salita al 60%.
Le cifre mostrano che il consenso dei repubblicani verso il tycoon è sceso di sette punti percentuali, attestandosi all’84%, mentre quello degli indipendenti è sceso di otto punti, attestandosi al 25%.
Il giudizio sul presidente in carica dipende anche dagli argomenti. Trump è valutato in modo meno negativo su criminalità (43%), affari esteri (41%), commercio estero (39%) e immigrazione (37%). In modo negativo su altri cinque temi: l’economia (36%), la situazione in Medio Oriente (33%), il bilancio federale (31%), la guerra in Ucraina (31%) e la politica sanitaria (30%).
La causa principale del calo è dunque la percezione diffusa che l’economia non stia migliorando nonostante le promesse. Il governo ha affrontato uno shutdown e i dazi hanno colpito la crescita. Secondo gli economisti intervistati da Reuters, le aziende hanno rallentato le assunzioni a causa dello shock provocato dai dazi.
A questo si aggiungono scandali come il caso Epstein, conflitti interni e dichiarazioni provocatorie – come l’attacco a Rob Reiner – che amplificano le divisioni. Se il presidente vorrà recuperare consensi, dovrà fornire risposte concrete su economia e prezzi e ricomporre un partito che mostra segni evidenti di frattura.

