Il Nord-Est, da oggi, è ancora più verde. Dopo il Veneto e le recenti elezioni in Friuli Venezia Giulia, anche il Trentino Alto Adige svolta a destra e premia la Lega di Salvini. Il Trentino-Südtirol è andato al voto per rinnovare i 70 seggi delle due Province Autonome che compongono la Regione a statuto speciale. Con due sistemi di voto differenti, gli elettori hanno deciso chi governerà a Trento e Bolzano da qui al 2023. Cade così anche l’ultima roccaforte del Centrosinistra nel Nord-Est. Al Pd ora rimane solo il Piemonte, amministrato da Sergio Chiamparino.

I RISULTATI A TRENTO

A Trento, la coalizione di centrodestra guidata dal leghista Fugatti consolida il superamento della soglia del 40% (è sopra il 45 per cento) necessaria per avere il premio di maggioranza e governare in Trentino. La Lega è al 25% e doppia i voti del Pd (13%). Va male il M5S che si ferma al 7%. Il centrosinistra è andato al voto diviso: il governatore uscente Ugo Rossi ottiene solo il 12%, il renziano Giorgio Tonini è invece al 25% anche grazie all’exploit della lista Futura 2018, composta dai Verdi e dalla sinistra che sfiora il 7 per cento.

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I RISULTATI A BOLZANO

I risultati delle elezioni provinciali a Bolzano sono una vera rivoluzione. La Südtiroler Volkspartei, che da sempre è il partito maggioritario, si assesta al 41,9%, mentre era al 45,7%. Era alleata del Pd, ma ora dovrà cercare un’alleanza probabilmente con la Lega. Il vero exploit, qui, è del movimento di Köllensperger, ex Cinquestelle, che supera il 15%. La Lega ottiene l’11,2% e cannibalizza Forza Italia che sprofonda all’1% e i Fratelli d’Italia che segnano l’1,7 %. Il Pd crolla al 3,8 %. Bene i Verdi al 6,8% mentre il M5S si ferma solo al 2,4% confermando le enormi difficoltà dei grillini nel far breccia nel Nord-est. A Bolzano città la Lega è il primo partito con il 27,8 % dei consensi e il Pd precipita dal 22,2 % al 12,2 %.

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