Fiorella Mannoia non ha mai avuto paura di esporsi, prendere posizione, dire la sua. Tanto meno lo ha fatto in questi giorni, in cui il dibattito politico e sociale è largamente incentrato sulla proposta di legge sulle Unioni Civili, il ddl Cirinnà che sta dividendo gli schieramenti politici italiani. La più nota e amata interprete della musica italiana si è schierata ancora una volta pubblicamente a favore dei diritti di tutti, anche delle coppie gay e lesbiche che in Italia non godono di alcuna tutela giuridica. E lo ha fatto raccontando una storia vissuta in prima persona. Una storia pubblicata dall’account facebook dell’artista che ha emozionato e commosso e in poche ore è diventata virale. Perchè oltre la guerra ideologica e la retorica familista, dietro cui spesso si nasconde l’atavica omofobia di una parte dell’opinione pubblica italiana, ci sono le storie e le vite di alcuni milioni di persone che attendono la legge da oltre 30 anni. Eccola.

IL POST INTEGRALE DALLA FAN PAGE DI FIORELLA MANNOIA
“Vi racconto una storia, la sintetizzo, alla quale ho assistito personalmente circa 15 anni fa. (E ancora siamo allo stesso punto) Due mie amiche, compagne di una vita, quasi venti anni. Una delle due si ammala di tumore. Tutto il calvario che conoscete, chemio ecc…si aggrava e si ricovera, e lei naturalmente la assiste, ma subito dopo in ospedale cominciamo le domande: “lei è parente? ” Si. Che cos’è? Imbarazzo…sorella? No… (sapendo quello che sarebbe successo mente) no, cugina. Non ha parenti più stretti? Imbarazzo, no è sola. 103Passano i giorni, i nervi sono tesi, la preoccupazione grande e soprattutto il grande dolore di vedere l’altra parte di te che se ne va e tu sei impotente.
Si aggrava bisogna prendere delle decisioni, cambiano i medici., ricominciano le domande” lei è parente? ” si…non proprio, e chi è? La mia amica già distrutta in lacrime urla: “SONO LA SUA COMPAGNAAAA!!!!” Chiamano il primario, che essendo una persona per bene si assume la responsabilità e le permette di restare, con la comprensione di tutti gli infermieri che sono stati amorevoli e comprensivi. Ma per la legge lei non doveva e non poteva stare li, non poteva prendere decisioni che riguardassero terapie ecc..La sua compagna muore, lei è costretta a lasciare la casa perchè il contratto era intestato a lei. Non ha potuto ricevere la pensione ( lavorava in un comune del centro Italia) perchè la legge non lo riconosce.
Avendo dedicato l’ultimo anno ad accudire l’amore della sua vita, si ritrova sola e in difficoltà, il resto immaginatelo. ( vi ricordo che le compagne/i dei parlamentari hanno diritto alla reversibilità della pensione, a all’assistenza sanitaria, mica scemi loro!!) Ora mi chiedo, non era una famiglia anche quella? Ma di che cosa stiamo parlando? È questo che volete? Volete il family day? Allora che sia family day per tutti!!!!”

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Fiorella Mannoia su Facebook
(Fiorella Mannoia indossa creazioni Antonio Grimaldi)

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