Venerdì oltre 50 cortei hanno attraversato l’Italia nel “No Meloni day”, per protestare contro le politiche del governo su scuola, clima, Palestina e riarmo. Scontri con la polizia a Bologna, uova a Roma contro il ministero.
La Redazione
In tutta Italia, nella giornata del “No Meloni day” di ieri venerdì 14 novembre, gli studenti si sono fermati e sono scesi in piazza per lo sciopero studentesco, promosso da Fridays for Future e dall’Unione degli Studenti, che ha coinvolto tutte le scuole italiane, i dipendenti e gli alunni. Negli oltre 50 cortei, da Milano a Torino e da Roma a Napoli, l’appello è stato per “una nuova formazione, non la scuola di Valditara e l’università della Bernini, per la Palestina libera, per un nuovo mondo”, ha riferito Opposizione Studentesca d’Alternativa. La protesta ha riguardato anche i cambiamenti contro l’emergenza climatica. In piazza, anche i collettivi di Cambiare Rotta e Osa – formazioni giovanili vicine a Potere al popolo e alla Rete dei comunisti – e il Movimento dei giovani palestinesi.
A Roma, gli studenti hanno sfilato da Piramide verso il ministero dell’Istruzione e del Merito, in viale di Trastevere. Una volta arrivati davanti al Mim, “chiediamo di essere ricevuti da Valditara, l’unico che non ci ha mai incontrato”, ha detto il coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti, Tommaso Martelli. “Contro la finanziaria di guerra vogliamo minimo 20 miliardi per università e ricerca”, c’era scritto su un cartello di Cambiare Rotta. Tra i manifestanti anche i ragazzi di Fridays for future per il clima.
Tensione e cariche della polizia a Bologna, dove un corteo di collettivi ha sfilato in protesta verso la zona di BolognaFiere per contestare i ministri ospiti all’assemblea Anci. Al grido di “nessuno spazio a Bologna per i ministri di guerra e di genocidio” diverse centinaia di manifestanti si sono raccolti in presidio, a piazza Verdi a Bologna, prima di avviare il corteo.
A Milano, i manifestanti hanno indossato un bavaglio bianco davanti alla bocca, al grado di “Non chiuderete la bocca alla nostra protesta”. Per gli attivisti di Fridays for Future: “La politica non parla di crisi climatica e bisogna riportare il tema al centro del dibattito pubblico”, ha detto Marzio Chirico, portavoce del movimento.
Foto copertina © L. Basso – Unsplash
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