Dopo Venezuela, Colombia e Cuba, Donald Trump ha minacciato anche il Messico, ma la presidente Claudia Sheinbaum ha risposto: “Perché non combatte lo spaccio del fentanyl negli Usa?”.

Di Marta Foresi

“Se Trump è così preoccupato per la droga, perché non inizia a combattere lo spaccio nel suo Paese? Perché non arrestano i narcotrafficanti che si trovano nel suo Paese? Mettete tutte le vostre risorse di intelligence al lavoro per trovare i narcotrafficanti. Se il governo degli Stati Uniti volesse davvero affrontare il grave problema dell’uso del fentanyl, perché non contrasta lo spaccio di droga per le strade? Perché non abbiamo mai sentito parlare di arresti di gruppi criminali americani?”. Con queste parole, la presidente del Messico, la progressista Claudia Sheinbaum, ha risposto alle minacce di Donald Trump.
Poche ore fa, il presidente americano, in un’intervista televisiva, ha messo in discussione la leadership della presidente messicana Claudia Sheinbaum con un’accusa frontale: non sarebbe il governo a guidare il Paese, ma la criminalità organizzata e i cartelli della droga.

In foto, la presidente del Messico Claudia Sheinbaum (dal suo profilo X)

Trump ha raccontato di aver offerto più volte un aiuto diretto contro i narcos, ricevendo sempre lo stesso rifiuto. E ha chiuso dicendo: “Quindi dobbiamo fare qualcosa”. Le dichiarazioni sul Messico sono arrivate mentre il continente è ancora scosso dal blitz in Venezuela e in molti le leggono come come una promessa di escalation.