Con 358 Sì e 202 No, mercoledì il Parlamento europeo ha votato a favore della campagna “My Voice, My Choice”, per un accesso all’aborto sicuro, legale e gratuito in tutti gli stati membri. Ora la parola passa alla Commissione.
La Redazione
Mercoledì 17 dicembre, il Parlamento europeo ha votato a favore della campagna “My Voice, My Choice“, per un accesso all’aborto sicuro, legale e gratuito in tutti gli stati membri dell’Unione Europea. Si tratta di un’iniziativa dei cittadini europei (Ice), uno strumento che permette di proporre alle istituzioni comunitarie di legiferare su un tema, e aveva raccolto e superato un milione di firme su tutto il territorio europeo. La votazione ha incassato 358 voti favorevoli, 202 contrari e 79 astensioni.
Ora il prossimo passo spetta alla Commissione europea, che ha tempo fino a marzo 2026 per spiegare quali misure – legislative o non legislative – intende adottare.
Il voto ha segnato una contrapposizione tra i partiti di destra ed euroscettici (ECR, PfE, ESN), che hanno votato No, e i gruppi di sinistra e pro-Europei (S&D, RE, Verdi, laSinistra) che hanno votato a favore. Mentre il gruppo dei popolari (PPE) si è diviso tra i due schieramenti.
Il voto degli italiani
Tra gli eurodeputati italiani, ha votato contro tutta la destra: Fratelli d’Italia, Lega e la maggioranza di Forza Italia. Hanno votato a favore gli eurodeputati del Pd, Movimento Cinque Stelle, Europa Verde, Avs e una minoranza di Forza Italia.
Cosa prevede il testo
Il testo chiede di “garantire l’accesso all’interruzione sicura della gravidanza, nel rispetto delle rispettive normative nazionali, alle persone che non hanno accesso a un aborto sicuro e legale”.
Secondo il movimento promotore (di cui fanno parte associazioni di tutta Europa) sono circa 20 milioni le donne che in Europa non possono ricorrere a un’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) sicura a causa delle leggi restrittive presenti sul loro territorio.
La relatrice del testo Abir Al-Sahlani (RE) ha così commentato: “Questo voto rappresenta una grande vittoria per tutte le donne in Europa. L’UE ha finalmente dimostrato che la salute sessuale e riproduttiva è un diritto umano fondamentale”.
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