Il Senato ha approvato la tagliola voluta da Lega e FdI, con i voti dei renziani. Decisivi, con il voto segreto, i 16 “franchi tiratori”. Fedez contro Renzi: «Era in Arabia mentre affossavano la legge». E Chiara Ferragni: «Paese governato da pagliacci».

Il centrosinistra con il M5S aveva 149 voti sulla carta, ma due si sono astenuti e 16 senatori sono passati con il centrodestra. Così, la cosiddetta tagliola, voluta da Lega e FdI, è passata mercoledì – grazie al voto segreto – con 154 favorevoli a 131 contrari. Il percorso del ddl Zan contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo è stato così bloccato ad un anno dall’approvazione della Camera e dopo mesi di discussioni e scontri tra il centrosinistra e il M5S – favorevoli alla legge – e il centrodestra, contrario con pochissime eccezioni.

La “togliola” è stata la richiesta presentata da Lega e Fratelli d’Italia che attraverso un procedimento parlamentare noto come “non passaggio all’esame degli articoli” ha accantonato il voto sulla legge. Si tratta di un tentativo di ostruzionismo, l’ultimo di una lunga serie, riuscito grazie ai voti dei cosiddetti “franchi tiratori”, cioè senatori delle forze che in teoria sostengono la legge che hanno votato contro le indicazioni di partito, approfittando del voto segreto.

Con questo voto, il ddl non potrà più essere messo in calendario per sei mesi. Considerando però i prossimi appuntamenti parlamentari, con la votazione della Legge di Bilancio, l’elezione del capo della Stato e la fine della legislatura prevista nel 2023, è improbabile che per la legge contro l’omotransfobia possa esserci un futuro.

Le reazioni

Dal Pd le accuse sono tutte rivolte ai renziani. Per la democratica Monica Cirinnà: “Il centrosinistra della maggioranza Conte è strafinito, si riparte da Pd, 5S e Leu”. E il segretario del Pd Enrico Letta su Twitter scrive: “Hanno voluto fermare il futuro. Hanno voluto riportare l’Italia indietro. Sì, oggi hanno vinto loro e i loro inguacchi, al Senato. Ma il Paese è da un’altra parte”. Per il leader dei 5Stelle Giuseppe Conte: “Chi oggi gioisce per questo sabotaggio dovrebbe rendere conto al Paese che su questi temi ha già dimostrato di essere più avanti delle aule parlamentari”. Il relatore della legge Alessandro Zan si era detto fiducioso che alla fine la “tagliola” sarebbe stata bocciata.

Il rapper Fedez, da sempre sostenitore del Ddl Zan, si è scagliato contro il leader di Italia viva Matteo Renzi, che al voto ha preferito un viaggio in Arabia Saudita. E la moglie Chiara Ferragni si è sfogata sui social contro chi ha affossato la legge: “Siamo un Paese governato da pagliacci senza palle. E con esso ogni speranza di diventare un Paese normale, civile, che tutela le minoranze dai violenti e non, come da oggi continuerà ad essere, i violenti dalle sanzioni”.

Dal centrodestra esulta Matteo Salvini: “Il ddl Zan è stato affossato per i calcoli sbagliati del Pd: ora togliamo i bambini, i nuovi reati e il dibattito sull’identità di genere. Hanno deciso di andare allo scontro, dopo mesi che avevamo avvisato ed è finita così. Ora proporrò al centrodestra di ripartire dal nostro testo”.
Matteo Renzi invece parla dall’Arabia Saudita: “Legge affossata? Colpa di Pd e M5S”.

Il forzista Elio Vito, tra i pochi nel centrodestra ad aver difeso la legge, ha lasciato il suo incarico di responsabile del dipartimento Difesa e sicurezza di Forza Italia, “dopo che è stato annunciato al Senato il nostro voto favorevole al non passaggio agli articoli del ddl Zan”.