Il Parlamento israeliano ha ignorato gli appelli congiunti dei Paesi europei e delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani: i palestinesi accusati di essere “terroristi” potranno essere impiccati.

La Redazione

Il Parlamento israeliano ha approvato la legge che introduce la pena di morte per terrorismo. Da oggi rischiano di essere impiccati migliaia di palestinesi detenuti attualmente nelle carceri israeliane con l’accusa di essere terroristi, ma in molti casi senza alcuna prova che lo dimostri. Tra loro ci sono molti minori e perfino bambini: per tanti non ci sarà mai alcun processo ed ora la prospettiva resta la morte per impiccagione. La nuova norma stabilisce che, per i palestinesi della Cisgiordania condannati per aver ucciso israeliani in attentati a sfondo nazionalistico, la pena “ordinaria” diventa quella capitale, da eseguire per impiccagione. I tribunali militari potranno sostituirla con l’ergastolo solo in circostanze particolari. La pena capitale è ciò che rischieranno anche i tanti palestinesi che tentano ogni giorno di difendere la propria terra e la propria casa dalla violenza dei coloni, che ormai occupano aree sempre più vaste della Cisgiordania occupata, nonostante le tante condanne da parte delle Nazioni Unite.

La legge entrerà in vigore tra 30 giorni e il provvedimento è stato voluto soprattutto dall’estrema destra al governo ed è stato approvato tra gli applausi della maggioranza.

La comunità internazionale e i Paesi europei hanno condannato la nuova norma, ma senza introdurre provvedimenti concreti o sanzioni. Le associazioni per i diritti umani la considerano una norma discriminatoria e al di fuori del diritto internazionale. Uno dei punti più contestati è che i palestinesi della Cisgiordania vengono processati dai tribunali militari, mentre i cittadini israeliani dai tribunali ordinari. Le obiezioni riguardano anche altri aspetti. Molti giuristi sostengono che il Parlamento israeliano non dovrebbe legiferare in questo modo sulla Cisgiordania, che non è territorio sovrano di Israele. Inoltre la nuova legge non prevede la possibilità della grazia e impone tempi rapidi per l’esecuzione della sentenza.

Foto credits © Benjamin Netanyahu via X