Nuovi raid di Israele in Libano: sono almeno 16 i morti nelle ultime 24 ore. Netanyahu: “Resteremo nel sud, Hezbollah pagherà”. In risposta, l’Iran non ha inviato la delegazione in Svizzera, dove erano previste le trattative sul memorandum: “Prima di riprendere stop agli attacchi”.
La Redazione
Trump aveva assicurato che sarebbe riuscito a impedire a Netanyahu di attaccare di nuovo, ma almeno 16 persone sono state uccise negli ultimi raid israeliani sul sud del Libano nonostante l’accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Altre 25 giornate sono state uccise sabato nell’offensiva massiccia su Nabatiye, Tiro, la Bekaa e i villaggi circostanti. Le vittime sono in gran parte famiglie rientrate nelle case colpite dai raid e soccorritori accorsi sui luoghi dei bombardamenti. L’escalation è seguita all’annuncio della morte di quattro soldati delle forze israeliane di occupazione, colpiti da Hezbollah nel sud del Libano nelle ultime ore di combattimenti. Secondo le stesse fonti, più di 50 raid israeliani hanno colpito Nabatiye e i centri vicini, tra cui Haruf, Doueir, Jibshit, Bfaruwe, Habbush, Toul e Deir Zahrani.
Il presidente israeliano Netanyahu ha dichiarato: “Resteremo in Libano, Hezbollah pagherà caro”. Hezbollah ha così risposto: “Israele non ha mai rispettato un patto dal 2024”.
In risposta ai nuovi raid di Israele su Tel Aviv, l’Iran ha deciso di non inviare la delegazione in Svizzera, dove era prevista la cerimonia per la firma dell’accordo con gli Usa. Teheran ha chiesto garanzie sulla fine delle ostilità in Libano prima di riprendere i colloqui con gli Stati Uniti.
