Israele ha violato ancora una volta il Cessate il Fuoco. Le bombe di mercoledì sera sulla Striscia hanno causato 33 vittime tra Gaza City e Khan Younis: 20 erano donne e bambini. Nei video sui social, l’orrore dei corpi dilaniati sotto le macerie.
La Redazione
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito nella serata di ieri, mercoledì 19 novembre, la Striscia di Gaza, uccidendo 33 civili, ma i morti potrebbero essere di più. Le immagini dei soccorsi, con intere famiglie e bambini sepolti dalle macerie, in poche ore hanno fatto il giro del mondo, grazie ai social. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver ripreso gli attacchi contro Hamas in risposta a una violazione della tregua. Gli attacchi israeliani, tra i più letali dall’inizio della tregua a Gaza il 10 ottobre, hanno causato 33 vittime tra Gaza City e Khan Younis, dei quali 20 erano donne e bambini, ha dichiarato all’AFP la Difesa Civile, organismo di primo soccorso di Gaza.
Israele accusa Hamas di aver sparato contro i suoi soldati a Khan Yunis, senza causare feriti. Così, l’esercito israeliano ha violato ancora una volta il Cessate il Fuoco, come ha già fatto altre 282 volte dal 10 ottobre. Dall’inizio della fragilissima “tregua”, i morti palestinesi sono circa 280, a cui si aggiungono i 27 di ieri.
I raid israeliani più letali hanno ucciso, il 29 ottobre, più di 100 abitanti di Gaza, secondo la Protezione civile e i dati raccolti dall’AFP presso cinque ospedali.
L’attuazione della seconda fase del piano del presidente americano Donald Trump per Gaza non è invece ancora stata approvata. Prevede in particolare il disarmo di Hamas, l’istituzione di un’autorità di transizione e il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione.
Foto: Scott Jacobsen – Unsplash
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