Giovanna Botteri è ormai un’icona del giornalismo televisivo italiano. È una delle donne più stimate e amate, una professionista dal curriculum che parla da sé. Inviata di guerra in Kosovo e Iraq e corrispondente per 12 anni da New York ed ora da Pechino, è il volto dei Tg Rai, presenza fissa di Tg3 Linea Notte. Giovanna Botteri però non è una giornalista come le altre, perché cura il contenuto più dell’apparenza. Troppo, per gli odiatori del web. Così è stata presa di mira dagli haters sui social per il suo aspetto fisico e come se non bastasse anche da Striscia La Notizia che ha raccontato gli insulti a Giovanna Botteri, ma nel farlo è scivolata in battute fuori luogo che poco hanno a che fare con la satira, mostrandola in un fotomontaggio dentro una vasca e ironizzando sui suoi capelli.

Giovanna Botteri (Foto: facebook)

Ai telespettatori e agli utenti non è sfuggito che a ironizzare sia stata anche Michelle Hunziker, accusandola di ipocrisia: la showgirl, infatti, è impegnata da anni contro le discriminazioni sulle donne con la onlus Doppia Difesa al fianco dell’amica e parlamentare leghista Giulia Bongiorno. Così, tra gli insulti del web e le penose gag di Striscia, l’hastag #GiovannaBotteri è diventato virale sui social e trend topic su twitter con migliaia di post e tweet in sua difesa. Per Striscia la Notizia è stato un boomerang, tra accuse di ipocrisia e la solidarietà (quasi) unanime verso la giornalista.

La risposta di Giovanna Botteri non si è fatta attendere e la sua lettera aperta è diventata un manifesto contro il body shaming.

La lettera di Giovanna Botteri

“Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno. O dovrebbero avere secondo non si sa bene chi…

Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perchè è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista.

A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere. Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano. Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne.”