Nei giorni in cui si riaccende il dibattito sulla legge elettorale, la politica torna in piazza. A sfidarsi, a distanza, su temi in fondo non troppo lontani, sono Milano – in piazza con i migranti –  e il Movimento 5 Stelle, in marcia da Perugia ad Assisi per il reddito minimo di solidarietà.

In centomila persone hanno sfilato sabato a Milano al fianco di politici, associazioni culturali e gruppi che lavorano per l’integrazione degli extracomunitari. Ispirato a quello che il sindaco di Barcellona Ada Colau ha organizzato nella sua città, il corteo meneghino è stato coloratissimo e si è snodato da Porta Venezia a piazza del Cannone nel parco Sempione. Una manifestazione che fino all’ultimo i partiti di centrodestra hanno chiesto di annullare, dopo quanto accaduto a Milano giovedì sera, quando un 21 enne nato in Italia ha accoltellato in stazione Centrale un militare e un agente della Polfer. Il sindaco Beppe Sala e l’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Maiorino non hanno ceduto alle richieste della destra milanese confermando la manifestazione. Non sono mancate le contestazioni dei centri sociali e degli antagonisti contro il Pd e il sindaco Sala per il decreto Minniti-Orlando e per le precedenti leggi (Bossi-Fini e Turco-Napolitano), ma anche per il blitz del 2 maggio scorso in Stazione Centrale a Milano quando circa 50 migranti furono portati in Questura e lì identificati. Dal palco di Milano, il sindaco Sala ha detto: “Voglio essere un costruttore di ponti, non di muri. Milano non si girerà mai dall’altra parte e continuerà ad essere una città solidale”.

In foto: il corteo milanese contro il razzismo.

Nelle stesse ore in cui Milano sfilava per i diritti dei migranti, il Movimento 5 Stelle era in Umbria per la marcia Perugia-Assisi. “Reddito di cittadinanza, per l’Italia unica speranza. Onestà e dignità subito” è stato lo slogan che ha aperto il corteo. Tra i 50 mila partecipanti (queste le stime fornite dagli organizzatori), c’erano anche Beppe Grillo, Davide Casaleggio e i massimi esponenti del M5S. “Questa è una marcia simbolica per dimostrare che il problema non è solo questione di soldi ma è di dignità. Chi riceve il reddito di cittadinanza non risolve un problema economico ma psicologico. Oggi il problema è l’invisibilità delle persone: le istituzioni sono scomparse. Io ieri sono andato a parlare con i francescani. Siamo noi i francescani di oggi”, ha aggiunto.

In foto: Beppe Grillo e Davide Casaleggio (credit foto: Facebook/movimentocinquestelle)

Alle parole di Grillo ha risposto, da Milano, Matteo Renzi che ha così criticato la campagna grillina: “Devasta l’articolo 1 della Costituzione. Noi siamo per il lavoro che è dignità e non per l’assistenzialismo”, ha detto l’ex premier. Roberto Fico, parlamentare del M5S ha poi spiegato: “Alle elezioni politiche porteremo il reddito di cittadinanza come punto programmatico del governo di questo paese e pensiamo che una volta al governo lo realizzeremo subito avendo già il progetto legislativo in atto. Continueremo a proporlo visto che siamo un paese con un alto tasso di povertà e di difficoltà”.