Il disegno di legge è stato approvato in via definitiva con voti 93 favorevoli, 51 contrari e 5 astenuti. La riforma riduce il risarcimento per danno erariale. Le opposizioni: “Via libera all’illegalità, pagheranno i cittadini”.

La Redazione

Il Senato ha approvato in via definitiva la riforma della Corte dei conti, l’organo dello Stato a cui la Costituzione attribuisce il compito di vigilare sulla legittimità degli atti del governo e sulla buona gestione delle risorse pubbliche. I voti favorevoli sono stati 93, 51 i no e 5 gli astenuti. Il disegno di legge Foti di fatto riduce la capacità di intervento dei giudici contabili nelle decisioni della politica. I magistrati contabili lo contestano duramente perché espande in maniera abnorme l’ambito del controllo preventivo degli atti e fornisce agli amministratori uno “scudo” di fatto per quel che accade dopo. Non solo: il risarcimento erariale, quello dovuto da funzionari e amministratori che causano un danno economico allo Stato, viene limitato senza eccezioni al 30% del danno accertato o due annualità di stipendio. Insomma, “viene trasformato in una sanzione limitata” e il resto lo pagheranno “i cittadini con le tasse“, ribadisce in un’intervista a La Stampa Donato Centrone, presidente dell’Associazione magistrati della Corte dei Conti, che parla di provvedimento “frettoloso” e paventa anche il rischio di ingolfamento nel caso i Comuni decidano di inviare alla Corte gli atti attuativi del Pnrr chiedendo il visto preventivo.

Per la maggioranza, la nuova legge “mette gli amministratori al riparo dalla paura”. Per Fratelli d’Italia si tratta di una “una riforma necessaria“, che “introduce il principio che il controllo sia doveroso, ma debba basarsi su fatti e non su mere presunzioni”.

L’opposizione protesta duramente. Per il Partito democratico è “una riforma per proteggere chi governa dalle conseguenze delle proprie scelte. L’UE pretende controlli rigorosi, progressivi, responsabilità chiare. Qui invece si introduce il silenzio-assenso sul controllo di legittimità e lo si trasforma in uno scudo contro la colpa grave. È un corto circuito pericoloso, soprattutto su Pnrr e grandi opere: meno controllo oggi significa più danni e più contenziosi domani”. Contrario anche il M5s, secondo il quale “si introduce una riforma che contraddice pienamente un principio cardine dello Stato di diritto, per cui la legge è uguale per tutti. Nei fatti rappresenta un via libera per tutte le illegalità“.

Anche l’associazione Libera contro le mafie attacca la maggioranza parlando di “un provvedimento che depotenzia drasticamente le funzioni di controllo della Corte dei conti e la responsabilità dei funzionari per i danni finanziari causati alla pubblica amministrazione.