La Slovenia è il primo Paese UE a vietare completamente commercio e transito di armi con Israele, denunciando l’inazione dell’UE dopo quasi due anni di guerra a Gaza. “Il risultato è vergognoso: la gente a Gaza muore e l’UE non ha adottato misure concrete”.
La Redazione
Da pochi giorni, la Slovenia è ufficialmente il primo Paese dell’Unione Europea ad aver interrotto completamente il commercio e il transito di armi con Israele, segnando una svolta in un continente, l’Europea, in cui hanno finora prevalso inazione e disaccordi interni tra gli stati membri. Secondo l’esecutivo sloveno, l’Unione Europea si è dimostrata “incapace finora di adottare sanzioni o azioni incisive nei confronti di Israele nonostante le gravi e sistematiche violazioni del diritto umanitario internazionale documentate nella Striscia di Gaza. Il risultato di questa situazione è vergognoso: le persone a Gaza muoiono perché l’aiuto umanitario viene sistematicamente impedito. Muoiono sotto le macerie, senza accesso ad acqua potabile, cibo e cure mediche di base. Si tratta di un impedimento totale all’accesso umanitario e di un ostacolo consapevole alle condizioni basilari per la sopravvivenza. In tali circostanze è dovere di ogni Stato responsabile agire, anche se ciò significa fare un passo avanti rispetto agli altri”.
La decisione di Lubiana, annunciata dal premier Robert Golob, vieta l’importazione, l’esportazione e il transito di armi e attrezzature militari da e verso Israele tramite il territorio sloveno. Il presidente sloveno guida il Movimento Libertà, un partito politico sloveno progressista, verde e liberale, che nel 2022 ha sconfitto la destra sovranista di Janša.
Foto copertina © dal profilo Fb di Robert Golob

