Nuovo smacco di Sánchez a Trump: il governo spagnolo ha deciso di chiudere il suo spazio aereo ai voli militari coinvolti nell’attacco all’Iran. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo.
La Redazione
La Spagna, guidata dal governo socialista di Pedro Sánchez, non ha solo negato l’uso delle basi militari di Rota e Moron ma ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell’operazione militare contro l’Iran, segnando una posizione di netta distanza dall’intervento di Stati Uniti e Israele. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi, secondo fonti militari e governative riportate dal quotidiano “El Pais”. “Le Forze Armate degli Stati Uniti stanno centrando o superando tutti i loro obiettivi nel quadro dell’operazione Epic Fury e non hanno bisogno dell’aiuto della Spagna né di altri”, ha dichiarato all’agenzia Efe un funzionario dell’amministrazione Trump, nel commentare la decisione della Spagna.
I No di Sánchez a Trump
Con questa decisione, si allarga ulteriormente la distanza tra la Spagna e gli Stati Uniti. Una frattura iniziata con la contrarietà di Madrid al genocidio di Gaza e proseguita con il No spagnolo al blitz statunitense in Venezuela e all’innalzamento delle spese militari al 5% del Pil entro il 2035. Pochi giorni fa, la Spagna ha anche negato l’uso delle basi militari di Rota e Moron.

