Secondo una recente rilevazione statistica sugli stereotipi sui ruoli di genere e l’immagine sociale della violenza, realizzata dall’Istat, «per il 24% degli italiani è colpa delle donne». Più di una persona ogni quattro, uomini e donne, pensa dunque che siano le donne a provocare la violenza, con il loro abbigliamento. I dati non migliorano leggendo le altre domande: per il 10,3% della popolazione spesso le accuse di violenza sessuale sono false (lo pensa il 12,7% degli uomini e il 7,9% delle donne) e per il 6,2% le donne serie non vengono violentate. Ma non è tutto: per il 7,4% degli intervistati non c’è nulla di male nel dare uno schiaffo ogni tanto alla moglie o alla fidanzata.

Sono dati che parlano da soli e lo scenario culturale che emerge è inquietante.

Il 25 novembre si celebra La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ed è proprio in questa giornata che si sono consumati gli ultimi due casi di femminicio: a Padova un uomo di 40 anni ha ucciso la moglie con una coltellata al petto, mentre nel Catanzarese una donna è stata trovata accoltellata sugli scogli.

In Italia, solo nel 2020 sono 91 le donne vittime di femminicidio. Due terzi delle donne vengono uccise dai loro compagni o partner o ex parenti. Durante il lockdown ben 56 donne sono state uccise, una ogni 2 giorni. Sono 2.013 le donne che hanno chiesto aiuto.

Nella lotta contro la violenza sulle donne anche il linguaggio è fondamentale. Un omicidio non è mai figlio del troppo amore, non è mai un crimine di passione: un uomo che uccide una donna è un assassino. La rappresentazione mediatica dello stupro è spesso associata a racconti basati su stereotipi, misoginia e sensazionalismo. Il caso della 18enne legata e stuprata per oltre 12 ore da Alberto Genovese è solo l’ultimo esempio: perfino alcuni “giornalisti” lo hanno difeso, accusando la ragazza di ingenuità. Ma non è colpa né della cocaina né della ragazza: lo stupro è solo colpa degli stupratori e l’omicidio è colpa degli assassini.

 

Di Mauro Orrico
Salentino di origine, romano di adozione, è laureato in Scienze Politiche (La Sapienza) con Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Ha lavorato per Rai3 e La7d. Da 14 anni è anche organizzatore di eventi di musica elettronica e cultura indipendente. Nel 2014 ha fondato FACE Magazine.it di cui è direttore editoriale..