La Francia sarà il primo Paese del G7 a riconoscere lo Stato di Palestina. Ad oggi lo riconoscono 147 Paesi su 193 membri dell’ONU. La scelta francese ha causato la condanna prevedibile di Stati Uniti e Israele. Per Trump, le parole di Macron sono “irrilevanti”. Per Meloni: “Non è ancora il tempo dello Stato palestinese”.

La Redazione

Tre quarti dei membri delle Nazioni Unite riconoscono lo Stato di Palestina e la Francia si unirà a loro a settembre, dopo lo storico annuncio del presidente Emmanuel Macron. “Fedele al suo impegno storico per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, ho deciso che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina. Ne farò l’annuncio solenne all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel prossimo mese di settembre. L’urgenza oggi è che cessi la guerra a Gaza e che la popolazione civile sia soccorsa. La pace è possibile. Occorre immediatamente un cessate il fuoco, la liberazione di tutti gli ostaggi e un aiuto umanitario massiccio alla popolazione di Gaza. Bisogna anche garantire la smilitarizzazione di Hamas, proteggere e ricostruire Gaza. Bisogna infine costruire lo Stato di Palestina, assicurarne la vitalità e permettere che, accettando la sua smilitarizzazione e riconoscendo pienamente Israele, esso partecipi alla sicurezza di tutti in Medio Oriente. Non ci sono alternative“. Queste sono state le parole di Macron, mentre Gaza è allo stremo e – secondo le Nazioni Unite – sono oltre 150 i morti causati dalla fame, tra i quali molti bambini. Un dato tragico che si aggiunge agli oltre 60mila palestinesi uccisi da Israele – di cui almeno 25mila minori – dal 7 ottobre 2023 ad oggi.
Ofer Bronchtein, storico consigliere speciale di Macron per gli affari israelo-palestinesi, ha aggiunto: “Con lo Stato di Palestina forse non avremmo avuto il 7 ottobre“.

Hamas ha accolto con soddisfazione la decisione del presidente francese, che considera “un passo positivo nella giusta direzione per ottenere giustizia per il nostro popolo palestinese oppresso”.

Per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “Il riconoscimento francese della Palestina “premia il terrorismo e rischia di creare un altro proxy iraniano”. Anche gli Stati Uniti, come era prevedibile, hanno condannato la decisione francese: per Donald Trump, le parole di Macron sono “irrilevanti”.
In un’intervista a Repubblica, la premier italiana Giorgia Meloni si è schierata ancora una volta con Usa e Israele: “Non è ancora il tempo dello Stato palestinese. Siamo a favore dei due Stati ma solo al termine di un processo”. Parole che hanno suscitato l’ira delle opposizioni con Giuseppe Conte, presidente del M5S, che le ha definite un “atto di sudditanza verso il criminale Netanyahu”.

Chi riconosce oggi la Palestina

Ad oggi, 147 paesi dei 193 membri delle Nazioni Unite hanno riconosciuto o prevedono di riconoscere uno Stato palestinese. Tra questi figurano la maggior parte dei paesi del Medio Oriente, dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia, ma non gli Stati Uniti, il Canada, la maggior parte dell’Europa occidentale, l’Australia, il Giappone o la Corea del Sud. La Francia sarà il primo paese del G8 a riconoscere la Palestina.
Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Italia mantengono la posizione del riconoscimento condizionato, secondo la quale l’accettazione diplomatica della Palestina dovrebbe avvenire solo dopo un accordo negoziato con Israele che definisca confini, sicurezza e status di Gerusalemme.

Foto copertina credits © Emmanuel Macron via Facebook