Alice ed Ellen Kessler avevano 89 anni. Sono morte insieme a Monaco, con una forma di suicidio assistito. Sono state due icone della storia della Tv italiana, ma anche due simboli di libertà ed emancipazione. Il loro ricco patrimonio andrà a Medici senza Frontiere e ad altre onlus per poveri e bambini.
La Redazione
«Il nostro desiderio è andarcene insieme, lo stesso giorno. L’idea che a una delle due capiti prima è molto difficile da sopportare», avevano detto in un’intervista data al Corriere della Sera l’anno scorso. Così, Alice ed Ellen Kessler hanno scelto di morire lunedì 17 novembre, con l’assistenza di un medico, nei due appartamenti confinanti in cui vivevano. In Germania il suicidio assistito è permesso da una sentenza del 2020 della Corte costituzionale federale, anche se non regolamentato in maniera strutturale. Non è chiaro se Alice ed Ellen Kessler avessero chiesto alle autorità di accedere al suicidio assistito. Quando la polizia è intervenuta, erano già decedute. È stata aperta un’indagine, ma la morte non sarebbe «attribuibile a terze persone».
Erano nate a Nerchau, nello stato tedesco della Sassonia, il 20 agosto 1936. Hanno studiato danza fin da piccole e, dopo un periodo di lavoro in Francia, si sono trasferite in Italia agli inizi degli anni Sessanta, ottenendo fin da subito una grande notorietà grazie alla loro partecipazione in Giardino d’inverno, una trasmissione che andava in onda in prima serata sul Programma Nazionale, il primo canale della Rai. Sono diventate così le “gemelle Kessler” e la canzone del “Da-da-un-pa” è stata una delle più celebri di quel periodo. La loro figura è associata ad altri programmi di grande successo come Studio Uno, Senza Rete, Canzonissima. Nel 1986 sono tornate a vivere in Germania, ma venendo spesso in Italia per partecipare ai programmi Tv che non le hanno mai dimenticate.
Colte, ironiche ed eleganti, sono state due icone della storia della Tv italiana, ma anche due simboli di libertà ed emancipazione femminile.
Nel testamento, hanno deciso di lasciare tutta l’eredità – non avendo parenti – ad alcuni enti e associazioni benefiche tra cui Medici senza Frontiere e ad altre onlus che si occupano di infanzia, povertà, disabili e disagio sociale.
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