Undici Paesi europei e il Canada hanno annunciato sanzioni commerciali contro le colonie israeliane in Cisgiordania. Il fronte è guidato dai governi di Regno Unito e Francia. L’Italia si sfila e continua a difendere Israele. Pd e 5S: “governo senza dignità”. Intanto arriva alla Camera il contestato DDL antisemitismo.
Di Marta Foresi
Regno Unito e Francia sono stati tra i 12 Paesi che martedì hanno annunciato nuove sanzioni commerciali contro gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, in quella che hanno definito una situazione “in rapido deterioramento”, segnata da un aumento degli attacchi dei coloni contro i palestinesi. Il ministro degli Esteri britannico Miliband ha accusato i “terroristi coloni” di pulizia etnica in Cisgiordania e ha annunciato il divieto di importare beni dagli insediamenti illegali. Per risposta Israele ha chiuso il consolato britannico a Gerusalemme Est.
Chi sono i 12 Paesi contro Israele
Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia si sono uniti a Regno Unito e Francia confermando l’intenzione di introdurre restrizioni al commercio con gli insediamenti, secondo una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri.
“Le azioni del governo israeliano in Cisgiordania stanno minando la possibilità di una soluzione a due Stati“, si legge nella dichiarazione, che parla anche di “livelli senza precedenti di violenza dei coloni e di espansione degli insediamenti“. “Insieme siamo determinati: la soluzione a due Stati deve essere tutelata e agiremo per raggiungere una pace giusta e duratura“, prosegue il testo.
La decisione arriva dopo che, lo scorso mese, il governo israeliano ha pubblicato bandi per la costruzione di circa 1.200 unità abitative in Cisgiordania, suscitando diffuse condanne da parte della comunità internazionale e delle organizzazioni per i diritti umani. Le abitazioni, destinate all’area di insediamento E1, isolerebbero ulteriormente Gerusalemme Est dal resto del territorio.
Il governo italiano di Giorgia Meloni non ha aderito al gruppo dei 12 sulle sanzioni ai coloni israeliani: “Puntiamo a una decisione europea”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. I leader dell’opposizione Conte e Schlein hanno condannato la scelta dell’esecutivo: “Vergognoso il comportamento di Roma”, hanno detto.
Il DDL Romeo arriva alla Camera
Mercoledì 9 settembre, a Roma e in altre 45 città, oltre 250 sigle e associazioni si sono mobilitate per protestare contro il cosiddetto DDL Antisemitismo (noto come DDL Romeo). La mobilitazione è stata indetta in occasione della discussione alla Camera del disegno di legge, proposto dal deputato della Lega Massimiliano Romeo e sostenuto da tutta la maggioranza, dai partiti centristi e da alcuni deputati del Pd come Graziano Delrio. La norma, definita “bavaglio” da chi la contesta, si basa sulla definizione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) che equipara all’antisemitismo le critiche alle politiche del governo d’Israele e ai suoi sostenitori, reprimendo ulteriormente il diritto al dissenso e la libertà di espressione e di informazione. In Piazza Montecitorio erano presenti rappresentanti delle associazioni, da Amnesty all’Anpi, e parlamentari di Avs, Pd e M5s.


