Un vero e proprio raid di matrice neo fascista, in una città sotto assedio. E’ successo a Macerata. Verso le 11 di sabato 3 febbraio, Luca Traini, un uomo di 28 anni ha sparato dalla propria auto in corsa contro uomini africani e colpendo negozi ed edifici. Sei i feriti, cinque uomini e una donna, tutti originari dell’Africa subsahariana e di età compresa tra i 21 e i 33 anni. L’uomo ha terrorizzato le vie del centro, nella stessa zona dove abitava il presunto colpevole del delitto di Pamela, la ragazza fatta a pezzi. Poi è salito sui gradini del monumento in piazza, si è girato e ha fatto il saluto romano. Un attacco che ricorda a tutti gli effetti le dinamiche degli attentati terroristici a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, ma in chiave neofascista. 

Luca Traini è stato arrestato ed è in isolamento nel penitenziario di Montacuto, accusato di strage con l’aggravante del razzismo. Nella sua confessione ai carabinieri l’ammissione: “Ho sentito per l’ennesima volta alla radio la storia della ragazza. Ho aperto la cassaforte e preso la pistola”. Per il suo legale “era incapace di intendere al momento del gesto”.
Traini nel 2017 si era candidato alle elezioni comunali di Corridonia, in lista con la Lega Nord: prese “zero” preferenze.

Luca Traini poco dopo l’arresto.

Immediate sono state le reazioni politiche, con il leader leghista Matteo Salvini che ha condannato quanto accaduto ma ha poi affermato che è “colpa di chi ci riempie di clandestini”. Parole che hanno suscitato l’indignazione di quasi tutto l’arco costituzionale, con l’eccezione dell’estrema destra della Lega e di Forza Nuova che ha difeso pubblicamente l’atto criminale annunciando di voler pagare le spese legali di Luca Traini. 

Da Gentiloni a Matteo Renzi, da Luigi di Maio a Pietro Grasso è un coro di condanne. il ministro degli Interni, Marco Minniti, ha incontrato a Palazzo Chigi il premier Paolo Gentiloni e nel pomeriggio è arrivato a Macerata per una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Renzi ha auspicato “calma e responsabilità”. Per il presidente del Senato Grasso: “Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto”. Dello stesso tono la presidente della Camera, Laura Boldrini: “Quanto accaduto oggi a Macerata dimostra che incitare all’odio e sdoganare il fascismo, come fa Salvini, ha delle conseguenze: può provocare azioni violente e trasforma le nostre città in un far west seminando panico tra i cittadini”.
Il candidato premier M5s, Luigi Di Maio ha lanciato un appello a tutti i leader dei partiti: “Stiamo in silenzio e non facciamo campagna elettorale sulla pelle della ragazza uccisa e dei feriti di oggi. Non è possibile che anche su una tragedia del genere si debba iniziare a fare la campagna elettorale”.

Il commento più duro è arrivato però dallo scrittore Roberto Saviano che su twitter ha scritto: “Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro”. E poi ancora: “Invito gli organi di informazione a definire i fatti di Macerata per quello che sono: un atto terroristico di matrice fascista. Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza”.