Sarà di 23 miliardi di euro, pari a circa l’1,2% del PIL italiano. Riduzione delle tasse, più fondi per la sanità, 1 miliardo in più il Reddito di cittadinanza, Quota 102 per le pensioni: tutte le novità del Governo.

Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al Documento programmatico di bilancio (Dpb), il documento che viene inviato ogni anno ad ottobre alla Commissione Europea da tutti i Paesi membri dell’Unione per avere il via libera sulle politiche economiche di ogni stato. La Commissione potrà chiedere una revisione entro il 30 novembre. Il documento contiene l’entità delle spese e delle entrate che il governo stima per l’anno successivo e anticipa la Legge di Bilancio che viene poi presentata e approvata entro il 31 dicembre di ogni anno.

Ciò che sappiamo della Legge di Bilancio 2022 è che sarà una finanziaria da 23 miliardi di euro, una cifra pari a circa l’1,2% del PIL italiano. Circa 8 miliardi dovrebbero essere destinati al taglio delle tasse, chiesto in questi giorni in particolare da Forza Italia. Tra queste è previsto «il taglio dal 22% al 10% dell’Iva su prodotti assorbenti per l’igiene femminile» e, tra le altre cose, «il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax».

Il premier Mario Draghi

Alla sanità andranno 2 miliardi in più per ciascun anno fino al 2024, sono attesi fondi per la scuola e l’università e le borse di studio per gli specializzandi in medicina sono portate in via permanente a 12mila euro l’anno. E’ prevista la stabilizzazione dei congedi per i papà e del bonus tv.

Sul reddito di cittadinanza, le risorse previste ammonteranno nel 2022 a 8,8 miliardi di euro – circa un miliardo di euro in più rispetto alla somma inizialmente preventivata. Quanto invece al Superbonus, il Pd aveva chiesto la proroga per il 2023 che, a quanto si apprende, riguarderà solo i lavori per i condomini. Resterebbero quindi esclusi gli immobili unifamiliari, ville e villette.
Gli incentivi del Piano Transizione 4.0, invece, saranno rimodulati e prorogati, probabilmente fino al 2025, ampliando così l’orizzonte temporale fissato fino al 2022 dalla Manovra dello scorso anno.

Il governo prevede il nuovo Fondo per la transizione ecologica del settore manifatturiero: si tratta di un nuovo strumento – gestito dal MISE insieme al ministero per la Transizione ecologica – che dovrebbe sostenere i settori industriali energivori “hard to abate”, ossia quelli con emissioni di CO2 maggiori.

Quanto alle pensioni, il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha ipotizzato il passaggio a Quota 102 nel 2022, per poi salire a Quota 104 l’anno successivo. “Quota 100” era stata approvata in via sperimentale, con una durata massima di tre anni, nel gennaio del 2019 durante il primo governo guidato da Giuseppe Conte. La riforma consentiva di andare in pensione a chi aveva compiuto almeno 62 anni di età e versato almeno 38 anni di contributi (100 anni in tutto, per l’appunto). Il prossimo 31 dicembre scadrà quindi il termine entro il quale i lavoratori potranno usufruire di “Quota 100”. La soluzione che secondo le anticipazioni sta studiando il governo è dunque la cosiddetta “Quota 102” per poter andare in pensione con 38 anni di contributi e 64 anni d’età (per un totale di 102 anni, e non più di 100). L’accordo tra i partiti però ancora non c’è e nei prossimi giorni ci saranno “ulteriori approfondimenti”. L’unica certezza per ora è l’esclusione di un ritorno alla Legge Fornero.