Sono numerose le denunce di violazioni, avvenute durante la fase di voto: a molti fuorisede è stato impedito di votare, esponenti di Fdi nei seggi con la spilla per il Sì a Milano e in Umbria, schede con il Sì già barrato a Roma e Torino. Il comitato per il No: “Fatti estremamente gravi. Violata la legge”.

Di Mauro Orrico

Mentre l’Italia era chiamata alle urne per votare al referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia, sono state tante le segnalazioni di irregolarità nei seggi. A molti fuorisede, iscritti come rappresentanti di lista, è stato negato il diritto di voto, con motivazioni differenti non previste dalle norme di legge. Alcuni hanno denunciato di essere stati aggrediti verbalmente e insultati, altri sono stati identificati falle forze di polizia e cacciati dai plessi, come ha denunciato Avs, in un comunicato stampa in cui ha chiesto al Ministero dell’Interno di “intervenire con estrema urgenza”.
In un seggio di Torino, ad un elettore è stata consegnata una scheda con il Sì già barrato: “l’anomalia” è stata segnalata alle forze di polizia. Un altro caso con il Sì già tracciato è stato denunciato a Roma nel quartiere San Paolo.
Il M5s ha segnalato casi in Umbria e a Milano di esponenti di Fdi che si sono presentati ai seggi “con spille per il Sì”. Il comitato per il No ha raccontato di “indicazioni di voto” arrivate proprio dagli esponenti della maggioranza presenti sul posto: “Fatti estremamente gravi, è stata violata la legge”, hanno dichiarato. La legge, c’è da ricordare, vieta gli atti di propaganda politica ad una distanza inferiore ai 200 metri dal seggio.
Altri casi sono stati raccolti e denunciati dal content creator Raffaele Giuliani, in questo Reel su Instagram.